Coca-Cola boicotta Facebook: stop all'adv per un mese
TCL

Coca-Cola, insieme ad altri brand blasonati, interrompe le campagne di advertising su Facebook dal primo luglio e per una durata di 30 giorni. L’iniziativa rientra nella campagna “Stop Hate for Profit”, cui dunque il colosso delle bevande ha aderito.

Cos’è Stop Hate for Profit

Stop Hate for Profit è una campagna di boicottaggio nei confronti di Facebook, reo di avere un atteggiamento morbido nei confronti delle fake news e nei casi di incitamento all’odio. Come si legge sul sito web, l’organizzazione accusa Facebook di aver permesso incitamento alla violenza contro chi protestava in seguito all’uccisione di George Floyd.

Non solo. L’organizzazione rinfaccia a Facebook di aver indicato come fonte autorevole Breitbat News e come “fact-checker” The Daily Caller, nonostante entrambe le pubblicazioni abbiano lavorato con bianchi nazionalisti riconosciuti.

Secondo l’organizzazione, il 99% dei 70 milioni di dollari di fatturato di Facebook sono riconducibili all’advertising, dunque alle aziende viene richiesto di cessare tali attività sul social – compreso Instagram – come gesto di solidarietà verso la causa da un lato e per smuovere le acque “inquinate” del social di Zuckerberg dall’altro.

Certo, va detto che la maggior parte degli introiti in advertising proviene da aziende di piccole-medie dimensioni, non da big company stile Coca-Cola. Quindi, al netto della cattiva pubblicità per Facebook e Instagram, è poco probabile che questo boicottaggio possa incidere considerevolmente in negativo sul bilancio dei social.

La posizione di Coca-Cola

Rispetto alle altre aziende che si sono unite alla protesta, Coca-Cola ha deciso di fare un passo ulteriore sospendendo tutto il digital advertising – quindi anche su YouTube, Google e altre piattaforme – oltre i confini di Facebook.

Dal primo Luglio, Coca-Cola sospenderà le campagne advertising su tutte le piattaforme social, globalmente, per almeno 30 giorni”, si legge in una nota da parte del CEO James Quincey postata sul sito web del brand.

Ci prenderemo questo tempo per rivalutare i nostri standard e politiche pubblicitarie per determinare se abbiamo bisogno di revisioni interne, e cos’altro dovremmo aspettarci dai nostri social media partner affinché venga eliminato l’odio, la violenza e i contenuti inappropriati. Faremo loro sapere che ci aspettiamo grande senso di responsabilità, azione e trasparenza da parte loro“.

La posizione di Facebook

Intanto Facebook, nella persona di Zuckerberg, fa sapere di aver già iniziato a prendere misure che, se anche non direttamente collegate al boicottaggio a cui ha aderito Coca-Cola, vogliono andare a migliorare alcune delle controverse situazioni messe in luce dall’organizzazione, come l’incitamento alla violenza o il problema legato alla diffusione di fake news anche da parte di account “famosi” come quello del presidente Donald Trump.

Facebook inoltre fa sapere che l’investimento fatto per mantenere il social sicuro è ingente, continuo e prevede il confronto con esperti esterni per mantenere le politiche aggiornate ed efficaci. Il social avrebbe inoltre bannato 250 organizzazioni suprematiste bianche da Facebook e Instagram, oltre ad aver fatto un considerevole investimento in sistemi di Intelligenza Artificiale in grado di far riconoscere al social i cosiddetti “Hate Speech” (letteralmente, discorsi di odio) ben prima che siano gli utenti stessi a riportarli. Inoltre, un report europeo avrebbe registrato come Facebook sarebbe stato in grado di aver valutato più segnalazioni di hate speech in 24 ore di Twitter e YouTube.