Nel 2018 cresce del 3% il mercato italiano della consumer electronics

Fare un discorso alla nazione nella notte del sabato, dopo una settimana complicata e popolata da annunci in un crescendo di urgenza per il Coronavirus, è già di per sé una istigazione alla confusione. Se poi dalla domenica si diffondono bozze e kit più o meno esplicativi ma non definitivi, la faccenda si complica. Il discorso a reti e social unificati tenuto da Conte ieri sera ha destato non pochi dubbi e perplessità, usando il termine ufficiale di “attività produttive” non essenziali.

Questo il passaggio di Conte in merito alle azioni in risposta alla diffusione del Covid-19: “Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo: la decisione assunta dal Governo è quella di chiudere, nell’intero territorio nazionale, ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali”.

Il criterio adottato è di prima necessità ed essenzialità: “Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio con i sindacati, con le associazioni di categoria, per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive delle attività dei servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari per il funzionamento dello Stato in questa fase di emergenza.Continueranno a rimanere aperti tutti i supermercati, tutti i negozi di generi alimentari e di prima necessità. Quindi, fate attenzione, non abbiamo previsto nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati. Invito tutti a mantenere la massima calma, non c’è ragione di fare una corsa agli acquisti, non c’è ragione di creare code che in questo momento non si giustificano affatto. Continueranno a rimanere aperte anche farmacie, parafarmacie, continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi, finanziari. Assicureremo tutti i servizi pubblici essenziali, ad esempio i trasporti. Assicureremo ovviamente anche tutte le attività connesse, accessorie, funzionali a quelle consentite, a quelle essenziali.Assicureremo ovviamente anche tutte le attività connesse, accessorie, funzionali a quelle consentite, a quelle essenziali. Al di fuori delle attività ritenute essenziali, consentiremo solo lo svolgimento di lavoro modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale. Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo”.

L’elenco provvisorio delle attività essenziali

In queste ore i principali organi di informazione hanno pubblicato il Pdf contenente la lista ancora non definitiva con il codice Ateco (è una combinazione alfanumerica che identifica una ATtività ECOnomica) delle “attività produttive” ritenute necessarie. Lo alleghiamo e in sintesi si tratta di questo elenco:

  • Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
  • Pesca e acquacoltura
  • Industrie alimentari
  • Industria delle bevande
  • Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
  • Fabbricazione di spago, corde, funi e reti
  • Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
  • Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
  • Fabbricazione di carta
  • Stampa e riproduzione di supporti registrati
  • Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
  • Fabbricazione di prodotti chimici
  • Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
  • Fabbricazione di articoli in gomma
  • Fabbricazione di articoli in materie plastiche
  • Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
  • Fabbricazione di prodotti refrattari
  • Produzione di alluminio e semilavorati
  • Fabbricazione di apparecchi elettromedicali (incluse parti staccate e accessori)
  • Fabbricazione di altri strumenti per irradiazione ed altre apparecchiature elettroterapeutiche
  • Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
  • Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
  • Riparazione e manutenzione di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione
  • Riparazione e manutenzione di apparecchi medicali per diagnosi, di materiale medico chirurgico e veterinario, di apparecchi e strumenti per odontoiatria
  • Riparazione e manutenzione di macchine per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere
  • Riparazione e manutenzione di trattori agricoli
  • Riparazione e manutenzione di altre macchine per l’agricoltura, la silvicoltura e la zootecnia
  • Riparazione di apparati di distillazione per laboratori, di centrifughe per laboratori e di macchinari per pulizia ad ultrasuoni per laboratori
  • Riparazione e manutenzione di aeromobili e di veicoli spaziali
  • Riparazione e manutenzione di materiale rotabile ferroviario, tranviario, filoviario e per metropolitane (esclusi i loro motori)
  • Installazione di apparecchi medicali per diagnosi, di apparecchi e strumenti per odontoiatria
  • Installazione di apparecchi elettromedicali
  • Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
  • Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
  • Gestione delle reti fognarie
  • Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
  • Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
  • Installazione di impianti elettrici
  • Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
  • Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione)
  • Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
  • Manutenzione e riparazione di autoveicoli
  • Commercio di parti e accessori di autoveicoli per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
  • Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria
  • Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici
  • Trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano)
  • Trasporto ferroviario di merci
  • Trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane
  • Trasporto con taxi
  • Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente
  • Trasporto di merci su strada
  • Trasporto mediante condotte di gas
  • Trasporto mediante condotte di liquidi
  • Trasporto marittimo e per vie d’acqua
  • Trasporto aereo
  • Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
  • Servizi postali e attività di corriere
  • Servizi di informazione e comunicazione
  • Attività finanziarie e assicurative
  • Ricerca scientifica e sviluppo
  • Traduzione e interpretariato
  • Servizi veterinari
  • Servizi di vigilanza privata
  • Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
  • Attività di sterilizzazione di attrezzature medico sanitarie
  • Pulizia e lavaggio di aree pubbliche, rimozione di neve e ghiaccio
  • Altre attività di pulizia nca
  • Attività dei call center
  • Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
  • Istruzione
  • Assistenza sanitaria
  • Servizi di assistenza sociale residenziale
  • Assistenza sociale non residenziale
  • Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali

E l’elettronica di consumo?

Allo stato attuale si possono solo tirare alcune conclusioni, in attesa che oggi sia presentato il testo ufficiale. Se questo dovesse essere una integrazione o un emendamento rispetto al Dpcm dell’11 marzo 2020 è difficile da comprendere. Il caso ottimale è che rimanga in vigore il decreto dell’11 marzo, perché consentirebbe ai negozi e agli e-commerce di elettronica di consumo di rimanere operativi. Di fatto sono una attività di prima necessità, dato che proprio il Governo spinge sullo smart working e tutto ciò che serve per sostenere questa attività si trova nei retailer online e offline impegnati nella consumer electronics. Senza dimenticare le necessità primarie di conservazione del cibo e di conduzione adeguata della vita domestica e familiare (lavatrici, fornelli, forni a microonde, piccoli elettrodomestici, accessori e così via).

Se il testo che sarà promulgato oggi dovesse essere una integrazione di quello dell’11 marzo e si limiterà alle solo attività produttive, rimane in essere il ragionamento fatto da Aires per quanto riguarda il retail dell’elettronica.

“Nel definire le tipologie di punti vendita per i quali non vige l’obbligo di sospensione delle attività, ovvero quelli elencati all’allegato 1 del medesimo provvedimento, ha anche abrogato la disposizione di cui alla lettera r) dell’art. 1 del precedente DPCM 8 Marzo 2020 che prevedeva la chiusura nel fine settimana dei punti vendita posti all’interno di Centri Commerciali e delle strutture di medie e grandi dimensioni, anche se indipendenti.

Pertanto le imprese esercenti

  • Il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Il commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)

non sono tenute a sospendere la propria attività di vendita ma sono soggette a limitazioni in ordine alle giornate di apertura.

Si conferma che la definizione di “non specializzati” adottata dal Legislatore per la finalità di non escludere dall’elenco degli operatori autorizzati imprese che per ragioni varie possano avere codici Ateco diversi da 47.4 e seguenti. La norma ricomprende ogni rivenditore di tali prodotti indipendentemente dalle dimensioni e dai format di vendita.
Sono ovviamente fatte salve tutte le previsioni in materia di sicurezza degli addetti e dei consumatori, ovvero la distanza di almeno un metro tra gli avventori.
Sarà ovviamente facoltà delle imprese indipendenti e delle organizzazioni centralizzate orientarsi autonomamente in relazione alla sospensione, alla rimodulazione o al proseguimento della propria attività, dandone informativa alla Clientela”.

E se non fossero inclusi i retailer della consumer electronics?

Qualora ci fossero grandi modifiche sul fronte dei codici Ateco relativi alla distribuzione al dettaglio di prodotti dell’elettronica e di informatica, si verrebbero a creare dinamiche anti-competitive difficili da dominare. Ossia che fino al 3 aprile, prima data indicativa, i prodotti hi-tech si troverebbero solo nelle superfici della grande distribuzione e negli e-commerce che fanno logistica (salva secondo l’elenco Ateco qui sopra citato) attingendo a risorse locali ed estere già immagazzinate.

Allo stato attuale siamo nella fase delle ipotesi basate su documenti che circolano ma non ancora definitivi. Solo con l’analisi del testo ufficiale, previsto per la giornata di oggi, si potrà dare conto di quale impatto avranno le misure sul “nostro” mondo. Nel frattempo, la speranza è che si mantengano valide le indicazioni del Dcpm targato 11 marzo e che gli interventi di oggi riguardino solo le “attività produttive” in senso stretto e non anche quelle commerciali al dettaglio.

C’è una speranza su tutti, ossia che il codice Ateco J da 58 a 63 incluso nella lista delle attività essenziali comprende le seguenti voci:

58ATTIVITÀ EDITORIALI
60ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE E TRASMISSIONE
61TELECOMUNICAZIONI
62PRODUZIONE DI SOFTWARE, CONSULENZA INFORMATICA E ATTIVITÀ CONNESSE
63ATTIVITÀ DEI SERVIZI D’INFORMAZIONE E ALTRI SERVIZI INFORMATICI

Il che, sommato alla logistica e al Dcpm 11 marzo, potrebbe lasciare una porta aperta anche all’elettronica di consumo e all’informatica.