Il Global Threat Index di giugno di Check Point Software ha rivelato un aumento del 50% dell’impatto globale dei trojan bancari, rispetto agli ultimi quattro mesi, e l’entrata nella Top 10 di due famiglie di malware di tipo trojan. In testa restano comunque i trojan “minatori”.

A giugno, Dorkbot, un trojan bancario che ruba informazioni sensibili e lancia attacchi DoS (denial-of-service), ha colpito il 7% delle aziende di tutto il mondo, salendo nella classifica dei Top Malware dalla posizione numero 8 alla posizione numero 3. Inoltre, è emerso Emotet, un trojan bancario che ruba le credenziali dei conti bancari delle vittime e utilizza la macchina infetta per diffondersi. Questa variante, che si è diffusa rapidamente negli ultimi due mesi, è salita nel Threat Index dalla posizione 50 alla posizione 11. Anche il trojan bancario Ramnit, che ruba credenziali bancarie e password FTP, è entrato nella Top 10 dei malware più diffusi.
Lo stesso trend si è verificato in Italia dove la Top 10 dei malware ha registrato per il sesto mese consecutivo al primo posto la presenza del malware cryptominer Coinhive che ha avuto un impatto su oltre il 17% delle imprese locali, seguito da Cryptoloot e Conficker. La Top 10 ha poi visto anche nel nostro Paese l’entrata dei trojan bancari: Dorkbot si è posizionato al settimo posto e Ramnit al decimo.

I tre malware più diffusi a giugno 2018 sono stati:

  1. Coinhiveuno script di mining che utilizza la CPU degli utenti che visitano determinati siti web per minare la criptovaluta Monero. Il JavaScript installato utilizza una grande quantità di risorse computazionali delle macchine degli utenti finali per estrarre monete e potrebbe causare l’arresto anomalo del sistema.
  2. Cryptoloot – malware che utilizza la potenza della CPU o della GPU della vittima e le risorse esistenti per il mining di criptovalute aggiungendo transazioni alla blockchain e rilasciando nuova valuta. Competitor di Coinhive, Cryptoloot cerca di accaparrarsi più vittime chiedendo ai siti una percentuale minore in termini di profitti.
  3. Dorkbot – IRC-worm progettato per consentire l’esecuzione di codice da remoto da parte del proprio operatore, nonché il download di ulteriori malware sul sistema infetto. Si tratta di un trojan bancario, con lo scopo principale di rubare informazioni sensibili e lanciare attacchi denial-of-service.

Triada, il trojan modulare Android, che usa i privilegi root per sostituire i file di sistema, è stato il malware per mobile più diffuso e utilizzato per attaccare i dispositivi delle organizzazioni, seguito da Lokibot e The Truth Spy.

I tre malware per dispositivi mobili più diffusi a giugno 2018:

  1. Triada – malware modulare per Android che sferra l’attacco tramite una backdoor che concede privilegi amministrativi a malware scaricati e gli permette di essere integrato all’interno di processi di sistema. Triada viene utilizzato anche per compiere attacchi di tipo spoofing.
  2. Lokibot – trojan bancario che colpisce i sistemi Android e che ruba informazioni, può anche trasformarsi in un ransomware che blocca il telefono rimuovendo i privilegi dell’amministratore.
  3. The Truth Spy – spyware mobile sia Apple sia Android che tiene tracciate tutte le attività che si svolgono sugli smartphone, inclusi Whatsapp, le chat di Facebook e la cronologia delle ricerche internet.