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Abbiamo preso 17 smartphone tra i modelli più recenti e di successo a cavallo tra il 2019 e il 2020. Ciascuno di essi è stato fatto passare attraverso le forche caudine dei benchmark: tre iterazioni per ogni app (Antutu e Geekbench) per calcolare la media del punteggio. L’obiettivo è stato di realizzare la challenge a livello di prestazioni, mettendo a confronto sistemi operativi, Soc (Cpu+Gpu), dotazioni di memoria e display differenti.

I partecipanti alla challenge sono:

Challenge: specifiche tecniche

Qui di seguito riassumiamo le specifiche tecniche principali di ciascun contendente. Per ognuno abbiamo preso in esame il processore, il display (con la frequenza di refresh nei modelli in cui supera quella standard di 60 Hz), la batteria (fondamentale per supportare le prestazioni complessive), la dotazione di memoria (Ram+storage) e il sistema operativo nella versione usata per i test. Nel caso di LG sono disponibili gli update ad Android 10 tuttavia le unità test (diversamente da quelle destinate alla vendita) devono essere aggiornate presso la sede dell’azienda, operazione rallentata dal lockdown.

Configurazione dei Soc

Molti di questi processori sono già stati ampiamente descritti nelle prove dedicate agli smartphone in cui sono stati impiegati. Nella fattispecie, maggiori dettagli potete trovarli in questi articoli:

Challenge: alla prova delle app di benchmark

Ecco dunque i risultati ottenuti con Antutu v8.32 e con Geekbench v5, quest’ultimo declinato nei risultati single core, multi core e compute (che indica le prestazioni della Gpu). La colonna Complessivo contiene la somma di tutti i punteggi: la tabella è ordinata in modo decrescente (dal risultato migliore in poi) sulla base di quest’ultimo dato.

Analizzando questi dati, abbiamo ottenuto i grafici dei singoli benchmark (Antutu e Geekbench) e del punteggio complessivo. Ecco dunque i risultati di Antutu.

Con Geekbench si misurano le prestazioni della Cpu in modalità di elaborazione a core singolo e in modalità multi-core (ossia con l’utilizzo contemporaneo di tutti i nuclei di elaborazione con task particolarmente impegnativi). Geekbench calcola anche la potenza bruta della Gpu attraverso la funzione Compute, che mette alla prova l’efficienza di elaborazione del reparto grafico. I risultati complessivi sono:

I punteggi complessivi (ordinati dal migliore)

Come si vede i processori più recenti (Snapdragon 865, Exynos 990 e Kirin 990) segnano un netto passo in avanti rispetto alle precedenti generazioni. Di queste ultime solo lo Snapdragon 855+ presente sull’Asus Rog Phone II riesce a tenere un livello di prestazioni paragonabili ai Sos più aggiornati. Il segreto è nell’aver attivato la Modalità X, che di fatto esegue un overclock del sistema e permette di sfruttare al massimo le doti dello smartphone specializzato nell’ambito gaming.

Vogliamo anche far notare che la dotazione di Ram non impatta in modo significativo: a partire da 6 GB la reattività del sistema operativo è più che soddisfacente. Certo, all’aumentare della memoria di sistema, migliora soprattutto l’esperienza d’uso empirica in corrispondenza delle app più impegnative e in un contesto di multitasking “spinto” (almeno 10 applicazioni attive in contemporanea).

L’altra informazione che traiamo da questi benchmark è che i display a 120 Hz sono gestiti egregiamente dai processori più evoluti e da Android 10, tanto da non impattare sulle prestazioni complessive. Anzi. A dire che la riserva di potenza delle Cpu di fascia alta integrate negli ultimi 12 mesi sugli smartphone sono all’altezza di ogni esigenza d’utilizzo.

Infine, una nota di merito per l’Oppo Find X2 Neo, dotato di Snapdragon 765G: pur essendo una Cpu di fascia media, non certo paragonabile al flagship 865, assicura prestazioni top.

SBS