Challenge notebook: Apple M1 vs Intel Evo vs Amd Ryzen

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Ormai da oltre sei mesi abbiamo eletto il MacBook Air M1 di Apple come strumento principe nell’attività lavorativa e in quella privata. Al primo contatto ci ha subito convinto per le prestazioni (in particolare con le app ottimizzate, laddove per esempio l’editing video ha un’accelerazione invidiabile), sia per l’autonomia. A ciò si aggiunge l’elevata silenziosità perché l’Air con M1 non dispone di ventola ma solo di raffreddamento passivo con heatpipe (anche per merito della geometria a 5 nm, l’unica per ora sui chipset per Pc e Mac). Sistema passivo che, peraltro, abbiamo ulteriormente perfezionato con questo “mod” che aiuta a smaltire più velocemente il calore prodotto dall’M1 a pieno carico. Il video tutorial per apportare di questa modifica non banale ma indolore è qui di seguito.

Nonostante la nostra predilezione per M1, che negli ultimi mesi si è conquistato sul campo i galloni per essere preferito a configurazioni ben più strutturate e realizzate ad hoc (come per esempio il super desktop gaming basato su Intel i9, con in più l’elevata portabilità assicurata dal notebook), Windows rimane il punto di riferimento. Per questo abbiamo preso in considerazione in questa prova comparativa quattro alternative che, alla pari del MacBook Air, hanno dalla loro parte estrema portabilità, elevata autonomia e prestazioni di alto profilo.

Intel Evo e Arm a 64 bit

Dunque la scelta dei competitor adeguati all’Air con M1 sono stati: LG Gram da 14″, Asus ZenBook Flip S, Honor MagicBook 14″ e Microsoft Surface Pro X. In sostanza abbiamo messo in “challenge” due declinazioni di Intel Evo di 11esima generazione, con il Soc Arm proprietario Microsoft SQ1 (sul Pro X) e il Ryzen 5 di Amd. In questo modo abbiamo descritto sostanzialmente quanto disponibile sul mercato, seppure riducendo a quattro cinque configurazioni prototipali.

Intel Evo di 11esima generazione è presente su LG Gram e Asuz ZenBook Flip S. Nel primo caso si affida a un Core i5 e nel secondo a un i7. La dotazione è molto differente. LG punta su elevata trasportabilità e una configurazione adatta a qualsiasi necessità, che ha nella leggerezza e nell’elevata autonomia i punti di forza. Asus ha “spinto” su ogni comparto: i7 assistito da 16 GB di Ram, 1 TB di Ssd e touchscreen Oled. Entrambi vantano un pannello perfetto per il multimedia, anche supportato dal reparto grafico Intel Iris Xe. Quello del Gram è persino più apprezzabile perché i bordi sono ancora più sottili di quelli di Asus, senza peraltro rinunciare a un’elevata solidità strutturale e a una tastiera comoda e confortevole. L’Asus è più compatto, ma le finiture sono di pregio. Allo stato attuale, Evo è la piattaforma più interessante per prestazioni, consumi e compatibilità in Windows 10.

A questi due modelli luxury e di alto prestigio, si contrappone l’Honor MagicBook da 14 pollici. È il vero computer “tuttofare”. Ampia tastiera, display definito con bordo accentuato solo nella parte inferiore mentre gli altri tre lati sono sottili. Non c’è nemmeno la cam a “disturbare” perché è nascosta nel finto tasto tra F6 e F7 con meccanismo a scomparsa. Il peso è superiore a quello super-piuma del Gram (e si finisce per adorare quest’ultimo notebook perché non appesantisce eccessivamente la borsa o lo zaino) ma il comfort assicurato dalle ampie superfici di digitazione e del display lo rende adeguato a qualsiasi compito.

Infine, per contrastare il potente SoC Arm M1 per macOS abbiamo inserito nella sfida anche Microsoft Surface Pro X, un vero e proprio computer in formato tablet e con tastiera esterna opzionale. Microsoft per il Pro X ha realizzato un chipset proprietario chiamato SQ1 con grafica Adreno 685, derivata dall’Adreno 630 dello Snapdragon 850 ma con prestazioni migliorate in termini di efficienza e impatto energetico. Windows 10 su piattaforma Arm vanta consumi ridotti, tanto che il Pro X riesce a completare due giri di lancette d’orologio senza troppi sforzi. Inoltre il dispostivo ha le dimensioni classiche di un tablet per spessore e ingombro, tuttavia con tutte le potenzialità del sistema operativo di Microsoft. O quasi tutte. Sì, perché se le app ottimizzate (principalmente quelle dell’azienda di Redmond) girano senza troppi sforzi, lo stesso non si può dire per altri software che devono essere installati in edizione a 32 bit. È un ritorno al passato rispetto al grado di maturazione che mostrano i più recenti software di Windows 10 ma non c’è altra via. Almeno al momento. Almeno finché non saranno adattate le applicazioni per supportare Arm in Windows. Anche perché l’emulatore, quando subentra, ha un’efficacia solo parziale.

Microsoft Surface Pro X è un perfetto dispositivo di lavoro e per la multimedialità compatto, leggero e completo. Sì, completo finché si rimane nel perimetro delle applicazioni standard di Microsoft.

I benchmark dei notebook

Questi i contendenti, che vi riassumiamo nella tabella qui di seguito con il dettaglio delle caratteristiche hardware.

Per misurare le prestazioni abbiamo usato i software di benchmark Geekbench 5 e 3D Mark. Prendendo nel primo caso i risultati di elaborazione single core, multi core e compute (Gpu); nel secondo caso solo il punteggio sintetico proposto alla fine della routine. Abbiamo dunque ricavato la seguente tabella con i risultati dei test.

A parte i nomi dei prodotti, le prime tre colonne indicano i tre risultati separati di Geekbench; la quarta è il dato sintetico di 3D Mark. Infine la quinta è la somma aritmetica dei dati precedenti al fine di stabilire chi ha raggiunto le performance migliori. Iniziamo a vedere l’andamento con i tre valori aggregati di Geekbench.

Il risultato single core è quasi “schiacciato” perché più basso degli altri due valori. In ogni caso, riprendendo la tabella riassuntiva si riconosce come M1 abbia performance superiori agli altri chipset. Persino più che duplicate rispetto all’alternativa Arm con Windows. L’equilibrio si mantiene inalterato, anzi se possibile si amplia, con le elaborazioni multi-core e con il dato compute che sfrutta la Gpu. Solo l’i7 di Asus riesce a tenere il passo degli otto core dedicati dell’M1 ma solo perché subentra il processore principale con la forza bruta. Invece il processore più equilibrato si conferma essere quello di LG Gram, che ha fatto la saggia scelta di inserire un i5 capace di non fare rimpiangere le prestazioni di chipset più esosi. Il Gram non solo è sempre a suo agio, ma in più assicura un’elevata autonomia e non produce il fastidioso rumore delle ventole che si accendono quando la Cpu inizia a essere sotto stress. Ventole che sull’i7 dell’Asus fanno sentire chiaramente la loro presenza. L’altra bella sorpresa, oltre all’i5, è rappresentata dal Ryzen 5 installato sull’Honor, a conferma dell’ottimo progetto sviluppato da Amd per i modelli mainstream.

Con 3DMark qui di seguito i valori tendono ad allinearsi ma solo perché il software è sufficientemente gentile da auto-configurarsi in base alle doti del sistema. Se Apple M1 riesce tranquillamente a gestire uno delle routine più impegnative alla massima risoluzione, altrettanto si può dire degli Intel Evo. Mentre il Ryzen 5 cede un po’ il passo rispetto all’i5 mentre non è distante dall’i7: in questi risultati i driver fanno la differenza. Infine, sul Surface Pro X è stato possibile fare girare solo uno delle routine più semplici di 3DMark e i risultati sono “falsati” da questa impostazione non modificabile.

Apple M1 contro tutti: i risultati complessivi

Vediamo dunque, sommando tutti i valori, la classifica definitiva. Nella quale Apple conferma, ancora una volta, che con M1 ha davvero dato vita a un ciclo di rinnovamento dei Mac basato su prestazioni massime e impatto energetico minimo. Gli Intel Evo sono la scelta migliore per avere notebook compatti, dalle performance adeguate alle necessità e senza rinunciare a una buona autonomia. Tra i5 e i7, nel nostro caso scegliamo senza dubbio l’i5 nella declinazione di LG Gram per via anche del peso ridotto e della riuscita qualità costruttiva. Ma siamo su configurazioni di alto profilo e prezzo (ampiamente sopra i mille euro), mentre Amd con Ryzen 5 riesce a portare un’efficienza tutto sommato in linea su modelli che costano la metà. E il Surface Pro X? Un eccellente esperimento per avere un pc a misura di tablet ma la compatibilità con le app di Windows è ancora da migliorare.