Innovazione e processo industriale devono andare a braccetto con il rispetto dell’ambiente? Certamente sì. Ma c’è un’altra domanda non meno importante: è possibile compensare le emissioni di CO2, permettendo a un’impresa manifatturiera di crescere in modo rilevante? Anche in questo caso, la risposta è sì. Nonostante spesso si pensi il contrario. A dimostrarlo è Brazzale, il più antico gruppo caseario (fondato nel 1784 a Zané, in provincia di Vicenza) il primo a raggiungere il traguardo del carbon neutral unitamente a una significativa crescita della produzione. Lo sviluppo delle attività in regioni climaticamente vocate ha permesso infatti di adottare soluzioni innovative, che non deprimono la crescita.

Carbon neutral: una green revolution

Silvi Pastoril, il pascolo riforestate in Brasile, che consente la Carbon Neutral con 1,5 milioni di nuovi alberi
Silvi Pastoril, il pascolo riforestate in Brasile, con 1,5 milioni di nuovi alberi

Ma come è stato possibile conquistare la neutralità di carbonio per le attività industriali del gruppo Brazzale? La radicale innovazione nei processi produttivi ha portato alla creazione di filiere ecosostenibili, che si basano sul principio di “fare le cose dove riescono meglio”. In Repubblica Ceca è stata creata la “Filiera Ecosostenibile Gran Moravia” che, oltre allo stabilimento di Litovel, comprende un sistema di oltre 80 fattorie su 90mila ettari di terreno, con elevati standard di impatto ambientale e benessere animale. In Brasile è stato sviluppato il rivoluzionario sistema di produzione di carne su pascolo riforestato “Ouro Branco Silvipastoril”, dove la cattura del carbonio è stata realizzata attraverso il più naturale dei processi, cioè quello della fotosintesi, a opera di macchine meravigliose: gli alberi. Nel Mato Grosso do Sul, infatti, sono stati riforestati i pascoli, trasformati in giganteschi polmoni che catturano nel legno la Co2, grazie alla piantagione di 1,5 milioni di alberi di eucaliptus, in filari, che realizzano foreste miste a radure. “La Co2 così non è un veleno”, spiega il presidente del gruppo, Roberto Brazzale, “ma è un vero e proprio alimento per gli alberi, di cui si cibano trasformandolo in ossigeno e massa vegetale e legnosa, evitando così la dispersione del carbonio nell’atmosfera”.

Brazzale: le filiere ecosostenibili

Il logo Carbon Neutral che si trova su tutte le confezioni dei prodotti Brazzale
Il logo carbon neutral che si trova su tutte le confezioni dei prodotti Brazzale

La necessità di regolare l’approvvigionamento alimentare per nutrire la popolazione mondiale (7,5 miliardi persone, destinate a diventare 9 miliardi nel 2050), richiede di affrontare la problematica affrontando la realtà, senza inseguire suggestioni ideologiche. “In merito al tema delle emissioni di CO2 e dei gas a effetto serra, dal 2000 al 2018 il Gruppo Brazzale ha neutralizzato 54.110 tonnellate di Co2 equivalente/anno di origine biogenica dal nostro pianeta, pur aumentando di circa il 200% la produzione”. La “rivoluzione verde” del Gruppo (oltre 730 dipendenti dislocati in sei insediamenti, per un fatturato che nel 2018 si è attestato sui 210 milioni di euro) ha portato anche alla creazione di prodotti più buoni e più moderni. “La scelta del consumatore davanti allo scaffale è decisiva per orientare l’industria alimentare verso modelli virtuosi. L’acquisto dei prodotti Brazzale, Gran Moravia, Burro delle Alpi, Zogi, Alpilatte o Burro Superiore Fratelli Brazzale può contribuire a favorire un modello agricolo e zootecnico sostenibile, come indica il logo Carbon Zero che si trova su tutte le confezioni”.

Orgogliosamente carbon neutral

Roberto Brazzale, presidente del Gruppo carbon neutral Brazzale
Roberto Brazzale, presidente del Gruppo Brazzale

“Abbiamo raggiunto un risultato straordinario e lo diciamo con orgoglio. Il sensibile aumento delle emissioni di gas a effetto serra in atto è qualcosa di fortemente negativo per l’ambiente. Il raggiungimento della neutralità di carbonio per tutte le attività del nostro gruppo dimostra che è possibile innovare veramente. L’opinione pubblica è preoccupata per i cambiamenti climatici. Ma non vengono suggeriti concreti e praticabili rimedi, semmai si parla di interventi destinati a impattare negativamente sulla crescita”, ha sottolineato Roberto Brazzale. “Noi, invece, abbiamo ribaltato il concetto. E si tratta di una bella notizia per il cittadino/consumatore. I sistemi produttivi adottati assicurano, inoltre, formidabili miglioramenti in termini di benessere animale, biodiversità, risparmio di risorse naturali ed economiche, qualità e salubrità dei prodotti”.