Da qui in poi vi aiuteremo a capire alcune delle scene più emblematiche del film Captain Marvel. Vi diciamo subito che molte delle informazioni sono a rischio spoiler, ma è necessario per avere una visione completa del lungometraggio e prepararsi al meglio per Avengers: Endgame.

Cosa legge Stan Lee

Nella scena che ritrae il compianto Stan Lee, si vede il celebre fumettista leggere un copione di Mallrats, in Italia il film è stato chiamato Generazione X, è uscito in sala a fine ottobre 1995 e si basa su un fumetto di Marvel. Diretto da Kevin Smith, questo film ritrae diffusamente Stan Lee e dunque il tributo in Captain Marvel ha un valore ben più profondo.

Intelligenza Artificiale

Nella striscia originale, non c’era una IA bensì la capacità dei Kree di fondere le menti tra loro e dare vita a una intelligenza suprema. Nel film Brie Larson invece è al cospetto di una entità che richiama da una parte Matrix, dall’altra echeggia le paure più remote dell’umanità.

La cresta da Moicano

Nei fumetti originari Captain Marvel non ha la cresta in stile moicano che esce dal casco Kree. Tuttavia per scrivere la sceneggiatura della versione cinematografica, gli autori si sono ispirati a tutta la produzione relativa a Carol Danvers, compresa la riedizione del 2012 che mostrava la bionda chioma fluente in stile moicano. Ed ecco che è stata ripresa nel film, quasi a sottolineare ulteriormente la femminilità.

L’ultimo Blockbuster

Quando Vers cade sul pianeta C-53 (la Terra) sfonda il soffitto di un Blockbuster. Nella realtà dei fatti si tratta dell’ultimo negozio rimasto della poderosa catena di videonoleggio che nei primi anni ’90 ha cambiato le regole del mercato. Il negozio usato per il set cinematografico è situato a Bend, in Oregon. Tra l’altro, si noti la finezza di riprodurre la scritta Blockbuster Video, prima del cambio di brand nel 1996 in Blockbuster.

Il tributo a True Lies

Sempre nel negozio di Blockbuster: Vers si gira di scatto, vede la locandina con cartonato di True Lies che ritrae a figura quasi intera le sagome di Jamie Lee Curtis e Arnold Schwarzenegger, distruggendo la testa di quest’ultimo. In una delle scene più famose, Scharzenegger pilota un jet a decollo verticale in modo magistrale presso il Golden Gate di San Francisco. Lo stesso jet è stato successivamente riparato e usato per girare alcune scene del primo Avenger nel 2012 quando Hulk combatte con Thor.

Top Gun al femminile

Impossibile non notare i mille riferimenti, dalla giacca di pelle ai jeans alla maglietta bianca, a Top Gun solo a parti invertite, con i piloti al femminile. Ma non solo. Sempre nel negozio di Blockbuster Carol prende in mano una copia della videocassetta di Uomini Veri (The Right Stuff) che narra la storia dei primi astronauti coinvolti dalla Nasa per i test con veivoli sperimentali al fine di collaudare le tecnologie che saranno impiegate nell’esplorazione spaziale. Altro riferimento a Vers, che nei panni della pilota Carol Danvers racconta come la sua attività fosse di sperimentare nuove tecnologie per aerei supersonici.

Kelly Sue Deconnick

È il nome di una delle fumettiste di Marvel più celebri e alle quali è stato assegnato il compito di reinventare Captain Marvel. Nella scena di Vers che passa in rassegna i passeggeri del treno su cui si è nascosto lo Skrull fuggitivo, punta gli occhi anche su Kelly. Le due si guardano in modo sereno.

L’origine di Avengers

Nella scena finale, Fury sta redigendo il rapporto basato sulla sua idea di radunare gli eroi in un unico progetto. Cambia dunque il nome su un vetusto documento Word osservando la foto di Carol mentre sale sull’aereo. Il soprannome di battaglia che le viene assegnato è: Carol “Avenger” Danvers. Fury dunque opta per nominare il documento dall’iniziate “The Protector Initiative” al finale “The Avengers Initiative”. Ma nel fumetto originario Danvers è soprannominata Cheesburger: non si prestava molto bene questo nome per una impresa eroica. Ah per la cronaca, Captain Marvel incontra una parte degli Avengers solo nella scena nascosta dopo la sigla. Ufficialmente non è ancora un Avengers.

Il gatto Goose

Balza subito all’occhio come il gatto prenda il nome Goose, chiaro riferimento al personaggio di Top Gun copilota di Maverick (Tom Cruise) che muore durante una esercitazione. Che poi in realtà non è un gatto, bensì un Flerken che non fa paura solo agli umani. La paura dei Kree e degli Skrull è solo una pantomima, che però si rivela corretta non appena Goose mostra la sua vera natura: i potenti tentacoli che escono dalle fauci sono capaci persino di impossessarsi del Tesseract senza sforzi, diventando dunque il custode di questo pericoloso oggetto.

La vera Captain Marvell

Nella realtà dei fatti e analizzando per bene le sequenze del film, una realtà appare inevitabile: la vera Captain Marvel è il Dottor Wendy Lawson, impersonata da Annette Bening. Ossia la mentore di Carol Danvers, che muore dopo il tragico incidente nel jet sperimentale per mano del colonnello Yon-Rogg (Jude Law). Il suo nome è Mar-Vell. L’ipotesi è che si sia preso a piene mani dall’evoluzione del personaggio di Danvers nel corso dei fumetti e si sia sommato al super-eroe di origine Kree Mar-Vell. Nelle strisce questo può trovare una controparte, una sorta di passaggio generazionale dall’originaria storia di Captain Marvel a quella in salsa cinematografica affidata a Brie Larson; Lawson rappresenta un po’ la figura di una madre che dà vita a Vers. In effetti, Danvers prende i poteri del Tesseract. Mar-Vell aveva dei poteri ma ha scelto di non farne uso per scopi più pacifici di ricerca ingegneristica. Il film suggella dunque la più recente interpretazione di Captain Marvel.

Asis e Pegasus

Il nome dell’aereo con motore a velocità luce che esplodendo dà origine a Vers è chiamato Asis, ossia un riferimento alle strisce Ultimate Captain Marvel. In queste, Asis è una idea di Dr. Mar-Vell: Carol Danvers è a capo della sicurezza del progetto di ricerca condotto da Dr. Philip Lawson di origine Kree il cui nome è Gehenris HalaSon Mahr Vehl. Pegasus invece fa riferimento al primo progetto segreto impostato da Fury e di cui si fa menzione nel primo Avengers (2012) in merito alla gestione del Tesseract. In origine, Pegasus è fondato da Mar-Vell per creare una tecnologia per permettre agli Skrull di fuggire dai Kree. In Ironman 2 si vede una scritta “Project Pegasus”; nella saga cinematografica rappresenta una dicitura più di collante che di sostanza sulla trama. In compenso Fury nel primo Avengers rimane sbalordito dallo scoprire che esiste una versione “buona” dell’Hydra di nome Pegasus…

Tuta cangiante

Un po’ ridicola la scena in cui Captain Marvel cambia colore della tuta, riprendendo i temi della bandiera degli Stati Uniti e quindi di Capitan America, come se fosse lo sfondo di uno smartphone. Nella scena la tuta prende varie tonalità come omaggio a tutte le edizioni di Captain Marvel disegnate finora, comprese le varianti usate per avventure autoconclusive.

Traduttore

Appena atterrata sul pianeta C-53 (Terra), Vers cita il suo traduttore universale preso pari pari dai Guardiani della Galassia.

Maria Rambeau

L’amica di Carol Danvers si chiama Maria Rambeau, nome in codice Photon. Sono molto amiche, praticamente sorelle, nel film. Nella storia fumettistica, Maria Rambeau diventa una declinazione di Captain Marvel in una edizione di rilancio del fumetto. Diventa anche Photon, un altro personaggio della saga.

Da Vers a Marvel

Per gran parte della durata del film, Vers sa di avere poteri enormi ma sono imbrigliati da un aggeggio installato dai Kree. Dunque è come se combattesse depotenziata, finché non si ribella alla AI e riesce a disfarsi del blocco, diventando la Captain Marvel che tutti aspettavamo. Le citazioni di Matrix sono evidenti; mentre meno evidenti sono le ripercussioni se si tiene in conto il fumetto. Nel quale, dopo un percorso di potenziamento, Danvers riesce a portare la propria energia a un nuovo livello trasformandosi in Binary. Una versione ancora più potente e invincibile. Nel momento in cui Vers diventa Binary, si trasforma in Captain Marvel nella versione cinematografica.

Il telefono in stile Matrix

Impossibile non notare la similitudine tra Matrix e le telefonate di Vers verso il colonnello Yon-Rogg. L’utilizzo di un trasmettitore più potente collegato ai telefoni pubblici è un chiaro riferimento a Neo che dalla “matrice” chiama il Nabucodonosor. In questo caso Vers effettua una chiamata interstellare verso una nave spaziale ma il senso e la logica sono speculari.

La password Wi-Fi

Nella traduzione italiana c’è un grossolano errore, che va a ingrossare le fila delle traduzioni superficiali e mal fatte (basti pensare alla “guerra dei quoti” nella prima serie di Star Wars, con la fallimentare traduzione di “cloni” in “quoti”). In questo caso Fury raggiunge Carol Danvers in un bar e gli chiede se vuole la “password Wi-Fi”, questione inesistente nel 1995. Nell’edizione inglese la richiesta verte sulla “password Aol” (Aol sta per America Online, ossia il maggior provider Internet negli Stati Uniti per tutti gli anni ’90 e una parte dei primi 2000). Il Wi-Fi nel ’95 era ancora un progetto chiuso nella fantasia degli sviluppatori di hardware.

Che fine ha fatto il Tesseract?

Per scoprirlo dovrete guardare Captain Marvel fino alla fine dei titoli di coda… E tutto avrà un ordine perfetto.