BlackBerry Key 2: ottima tastiera fisica e vocazione multimediale – La nostra recensione

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Ci sono smartphone che dividono seccamente l’opinione degli utenti. Separano in due parti, quasi senza sfumature, la posizione tra chi li brama al primo sguardo e chi, invece, storce la bocca con un fare dubbioso e diffidente. È il caso del BlackBerry Key 2 improntato a una chiara destinazione professionale e di produttività, seppure con un tocco di eleganza del design e una notevole propensione multimediale.

Il Key 2 ringiovanisce le linee del suo predecessore Key 1 e migliora le prestazioni, mantenendo il family feeling del capostipite. Così il telefono ora integra doppia fotocamera posteriore, un hardware più “solido” e reattivo e una scocca finalmente in alluminio (serie 7000 ad alta resistenza) che ospita il doppio schema touchscreen e tastiera fisica Qwerty.

Sulla tastiera si sono concentrati i principali dubbi delle persone a cui abbiamo mostrato il Key 2. Ma è naturale che sia così. Ormai si è persa l’abitudine ad avere i pulsanti fisici e per alcuni potrebbe apparire come un ritorno al passato. Nella realtà dei fatti, chi vive e lavora sulla messaggistica, l’editing e la scrittura di contenuti e la produttività in mobilità apprezzerà la tastiera del BlackBerry non già come un vezzo vintage, bensì come una sorta di panacea di tutti gli errori che di solito si commettono digitando sul touhscreen. La precisione di digitazione del Key 2 è irraggiungibile.

Tastiera fisica ancora più ampia

Anche perché rispetto al Key 1, BlackBerry ha integrato sul Key 2 tasti con superficie più ampia del 20%. A conti fatti (vi chiediamo di fidarvi della parola di chi vi scrive e che ha usato tutti ma davvero tutti i BB finora prodotti) quella dello smartphone oggetto di questa prova è la tastiera più comoda mai sperimentata finora. I tasti si fanno apprezzare per l’eccellente qualità di realizzazione, in virtù dell’ergonomia e della buona ammortizzazione a fine corsa. Digitare con il 2 è un’esperienza del tutto diversa rispetto alla rigidità sperimentata con la prima edizione, tanto che andrebbe provata per credere.

Come dire che è meglio non fermarsi alle apparenze: tornare a digitare con la tastiera è un salto in avanti per precisione, rapidità e libertà di espressione. In modo particolare si apprezza quando ci si trova in condizioni di mobilità, per esempio camminando o sballottati dai mezzi pubblici, dove si apprezza ancora di più la possibilità di scrivere senza preoccuparsi degli errori marchiani che spesso contraddistinguono i messaggi composti dal touchscreen in condizioni poco meno che ottimali.

La tastiera ha anche funzioni accessorie. Nella barra spaziatrice è integrato il sensore biometrico per riconoscere l’impronta digitale con cui sbloccare lo smartphone e attivare i contenuti protetti con la suite integrata da BlackBerry in Android 8.1 Oreo. E ancora, facendo scorrere il dito sulla tastiera si attivano i movimenti sul touchscreen, come se si stesse usando un trackpad del computer. Infine, l’utilizzo della tastiera è stato esteso con il nuovo tasto Speed Key con cui accedere rapidamente alle app e alle funzioni più utilizzate. Premendolo in contemporanea insieme con una lettera si possono avviare applicazioni, strumenti, telefonate a contatti e così via. Nella nostra prova abbiamo associato due contatti rapidi, l’accesso alle caselle di posta elettronica personale e di lavoro e Spotify alle lettere V, M, G, P e S.

Il risultato è stato davvero di velocizzare l’utilizzo delle risorse a più elevata frequenza di utilizzo, tuttavia bisogna abituarsi a richiamarle in questo modo e abbandonare l’abitudine consolidata di accedere alle app navigando in Android. Già che ci siamo, citiamo anche il tasto laterale destro programmabile. Dalle impostazioni è possibile associare una funzione: utile ma non indispensabile.

La tastiera è una delle sezioni del Key 2 rinnovate e ripensate da BlackBerry, brand che come Alcatel fa parte del gruppo Tcl Communication. Confrontando Key 1 e Key 2 si comprende più di tante parole quanto sia cambiata la penna del designer. Seppure mantenendo le linee essenziali, è cambiato tutto. La scocca è più resistente e di alta qualità, il display ha una leggibilità superiore, sul dorso la lavorazione in gomma morbida assicura un grip invidiabile quando si impugna lo smartphone. La resa complessiva è di un dispositivo di fascia alta (finalmente) anche nella sua concretizzazione di prodotto e non solo di profilazione del brand.

Un processore azzeccato

Il frame ospita un hardware potenziato rispetto alla precedente edizione. La scelta è ricaduta sullo Snapdragon 660, uno dei processori di nuova generazione di Qualcomm che ha convinto per efficienza di elaborazione e impatto sulla batteria. Gli otto core dello 660 portano al debutto l’architettura Kryo 260 seguendo lo schema Big.little. I Big (che si attivano quando c’è necessità di prestazioni elevate) sono quattro Cortex A73 a 2,2 GHz; i quattro little (a maggiore efficienza energetica) sono Cortex A53 a 1,8 GHz. A questi si sommano le 128 pipeline di elaborazione a 850 MHz della Gpu Adreno 512. Il 660 è assistito da 6 GB di Ram e 64 GB di storage su percorsi a 1.866 MHz, equivalenti a fornire una banda passante massima di 29,9 GB/s. Il Soc è perfezionato dal modem Lte cat. 12 che arriva a 600 Mbps in download e 150 Mbps in upload.

Il Qualcomm Snapdragon 660 del Key 2 è riuscito a superare i 122mila punti in Antutu e a fare segnare punteggi con Geekbench 4 pari a 1.555 in single core e 3.472 in multi-core. Questo lo posiziona nella fascia medio/alta della classifica, a conferma che il BlackBerry ha una riserva di potenza sufficiente per supportare le applicazioni di produttività, messaggistica e sicurezza per scopi lavorativi e professionali, tuttavia non disdegna un utilizzo più multimediale. Certo, con qualche rinuncia in termini di autonomia. Quella del Key 1 era superiore alla media. Nel caso del Key 2, la batteria da 3.500 mAh assicura una durata del tutto identica a quella degli smartphone premium. Si arriva a fine giornata, a patto di non indugiare eccessivamente con l’utilizzo social e ludico.

Un proposito quasi impossibile da seguire, anche perché nonostante la destinazione fortemente professionale, nella realtà dei fatti il BlackBerry è uno smartphone Android a tutti gli effetti, compresa la dote di funzioni più legate allo svago che al lavoro.

Doppia fotocamera posteriore

Una di queste è rappresenta dalla rinnovata fotocamera posteriore. Il Key 2 entra a far parte del mondo dual cam con uno schema di imaging basato sul doppio sensore a 12 Mpixel. Quello principale ha angolo di 79,3 gradi, f/1.8, dimensione pixel da 1.28 μm e messa a fuoco a rilevamento di fase; il secondario ha angolo di campo di 50 gradi, f/2.6 e 1 μm. Questo permette al Key 2 di attivare tutti gli effetti classici: dalla gestione della profondità, al bokeh, passando per lo zoom 2x.

L’app di gestione è piuttosto semplice e segue le linee un po’ tradizionali della personalizzazione attuata da BlackBerry ad Android. Attivando la modalità fotografica, sul display appare il grande tasto di scatto mentre le opzioni permettono di scegliere i filtri da applicare, il formato della foto, il funzionamento del flash e l’autoscatto. Conviene lasciare attivata la modalità Hdr Auto che aiuta a impreziosire gli scatti senza rallentare la velocità di razione.

Se poi ci si vuole cimentare in ulteriori configurazioni, ci sono i parametri sulla qualità fotografica e le opzioni di assistenza allo scatto, tra cui il rilevamento dei visi. Il layout classico aiuta a orientarsi rapidamente nelle funzioni e a concentrarsi sui risultati. A giudicare dalle immagini che vi proponiamo in questa pagina, le immagini del Key 2 sono di qualità elevata.

Le foto piacciono per feldeltà dei colori, per i dettagli e per la resa cromatica complessiva. I risultati migliori si ottengono con una buona luce ambientale. Questa è la situazione ideale per permettere ai due sensori di esprimersi al meglio, con risultati a volte eclatanti, tali da non fare rimpiangere modelli con un reparto fotografico più sviluppato. Il BlackBerry risente della luce bassa: in questo caso il rumore di fondo aumenta e le foto tendono a essere più cupe. Altra situazione non ideale per il Key 2 è lo scatto istantaneo, la capacità di catturare il momento con la migliore resa. Complice un software un po’ più riflessivo di altri smartphone, il BlackBerry nel punta e clicca ha margini di miglioramento rispetto ai top di gamma.

Android ma più sicuro

Abbiamo volutamente lasciato per ultimi i ragionamenti sul sistema operativo. BlackBerry ha integrato Android 8.1 Oreo con una ricca gamma di personalizzazioni votate alla sicurezza. Si ritrovano tutte le app già viste sul primo Key, solo rinnovate. Dunque, Dtek non si limita più a ottimizzare il funzionamento dello smartphone ma interviene anche individuando eventuali vulnerabilità e problematiche potenziali che possono pregiudicare il corretto funzionamento del sistema operativo.

Dal canto suo Locker rinnova la sua destinazione a migliorare la privacy complessiva, offrendo un ambiente protetto e perimetrato dove memorizzare foto, app e documenti raggiungibili solo attraverso la parola chiave o l’impronta digitale. C’è BBM, una delle firme di BlackBerry e che offre un sistema di chat in tempo reale tra i più avanzati e sicuri disponibili, solo fortemente sottostimato dagli utenti.

Ma l’intervento più significativo è Hub, ossia la piattaforma che consente di integrare tutti i sistemi di messaggistica e comunicazione. Con Hub si possono raccogliere in un’unica posizione mail, Sms, telefonate, chat, Whatsapp, social e così via. Ogni informazione è correlata così che si possa ottenere una visuale uniforme e articolata degli scambi con gli interlocutori, con tanto di storico. L’idea è splendida e trae fondamento dalla storica interfaccia che per anni ha caratterizzato i dispositivi di BlackBerry. Solo che sul Key 2 con Android è del tutto ridondante e, alla resa dei conti, tende a duplicare quanto già fatto da altre app solo in modo più elegante e aggregato. Su questo fronte ci vorrebbe uno sforzo maggiore per integrare Hub in modo più sinergico altrimenti rischia di moltiplicare le già numerose notifiche di Android. Un vero peccato, perché è ben chiara la potenza di Hub, ma rimane inespressa per la mancanza di coerenza con l’Os e di una certa macchinosità d’utilizzo.

Il ragionamento sulla ridondanza vogliamo applicarlo anche al sistema di tutorial approntato da BlackBerry. Che aiuta nelle prime fasi di utilizzo (soprattutto se non si è avvezzi all’interfaccia che però ricalca un formalismo collaudato in Android) ma poi diventa un po’ invadente. Le dinamiche di interazione del Key 2 puntano su un’estetica di menu poco originale ma funzionale, pratica e immediata. Troppo spesso compaiono, a volte ripetutamente, le tendine del tutorial per suggerire un’azione o un’altra. Questo poteva andare bene qualche tempo addietro, quando Android era ancora giovane e poco conosciuto. Oggi questi spunti ottengono il risultato di obbligare a fare un tap in più sullo schermo o di mantenere bloccata una funzione in attesa del nostro intervento.

Suggeriamo a BlackBerry, visto l’eccellente intervento estetico migliorativo attuato sulla scocca, di applicare il medesimo bisturi anche per ringiovanire l’interfaccia. Porterebbe il Key 2 a un livello quasi di perfezione per chi cerca uno smartphone perfetto per il lavoro e altrettanto soddisfacente per il tempo libero. Anche perché è stata vincente l’intuizione di BlackBerry di affidarsi alle app native di Google, così da non appesantire eccessivamente il sistema operativo.

Senza dimenticare che gran parte del merito relativo alla soddisfazione d’utilizzo del Key 2 è da attribuirsi al display con diagonale da 4,5″ e formato in 3:2 (1.080×1.620 pixel, 434 ppi). Il pannello protetto dalla lastra Corning Gorilla Glass 3 è l’altra punta di diamante dello smartphone, insieme con la tastiera, perché assicura una qualità visiva e una fruizione delle informazioni davvero invidiabile

Scheda tecnica del BlackBerry Key 2

BlackBerry Key 2

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