emporia

Mentre il settore automobilistico è al palo, Tesla nell’ultimo trimestre 2021 ha prodotto 237.823 vetture e ne ha consegnate ai clienti 241.300. Stiamo parlando di oltre 102.000 veicoli in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno 2020. E ancora: tale performance rappresenta la migliore che il gruppo di Elon Musk abbia mai raccolto in termini di vendite. Guardando più da vicino i numeri, ossia alle oltre 240mila unità consegnate da Tesla, la ripartizione delle tipologie è la seguente: 9.275 le Model S o X e 232.025 sono Model 3 o Y. I risultati conseguiti da Tesla assumono una particolare rilevanza data la situazione più che preoccupante per quel che concerne i componenti elettronici. Tutti i big player dell’automotive stanno pagando dazio, con tagli pesanti alla produzione di vetture. La scarsità di chip pesa come una zavorra in termini generali. Basti pensare che la General Motors, la più grande casa automobilistica degli Stati Uniti, ha dichiarato di aver venduto solo 446.997 veicoli nel terzo trimestre, un calo del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Tesla, i semiconduttori e il software riscritto

Ma allora qual è stata la ricetta vincente? Tesla è riuscita a evitare problemi perché ha acquistato diversi semiconduttori e riscritto software al volo per far funzionare quei chip al posto di quelli non attualmente disponibili. Oltre a ciò, la società ha continuato a registrare forti vendite sul mercato cinese, dove per altro, ha iniziato a produrre e vendere veicoli all’inizio del 2020. Infine, l’allargamento della propria offerta all’interno di mercati già presidiati, come testimoniato dall’arrivo di Model Y in Europa. Ma non è tutto. Tesla sta lavorando per allargare ulteriormente la propria produzione attraverso le nuove fabbriche in Texas, negli Stati Uniti, e in Germania, alle porte di Berlino, mentre per ora non ci sono conferme relativamente al rumor che voleva un’altra Gigafactory in fase di studio in Russia.