Aruba (www.aruba.it), leader nei servizi di data center, cloud, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, offre la possibilità di installare gratuitamente il certificato SSL DV (Secure Sockets Layer, Domain Validated) per permettere a tutti coloro che possiedono un sito, di renderlo più sicuro attraverso la cifratura della sessione di navigazione con chiavi da 128 bit o superiore.

A partire dalla sua versione 68 (già disponibile in beta), Google Chrome comincerà a segnalare tutti i siti sprovvisti di certificato SSL come non sicuri. Le tre principali conseguenze per un sito che venga segnalato come “non sicuro” sono che:

  • la maggior parte degli utenti potrebbe decidere di non proseguire la navigazione;
  • il sito in questione perderà posizioni nella pagina dei risultati di ricerca e quindi ranking di Google;
  • l’immagine del brand rappresentato da quel sito ne risentirà negativamente.

Il certificato SSL DV verifica che il dominio sia assegnato al richiedente o che sia sotto il controllo del richiedente e, grazie alla cifratura della sessione, tutti i visitatori del proprio sito web o e-commerce potranno trasmettere informazioni ed effettuare transazioni online in modo sicuro e protetto. Con questo protocollo attivo, infatti, tutti i dati trasferiti tra il sito web e l’utente finale sono cifrati.

Il Certificato SSL DV è un servizio utile alla conformità al GDPR grazie alla trasmissione cifrata, che evita la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, l’uso del protocollo sicuro di comunicazione HTTPS, che garantisce la trasmissione crittografata dei dati tra un client ed un server, e il sistema di cifratura, che assicura un’adeguata protezione dei dati personali da trattamenti non autorizzati o illeciti.

Il certificato SSL è incluso gratuitamente in tutti i piani hosting di Aruba: è necessario solo attivarlo dal proprio pannello, sia se si è già clienti Aruba, sia se lo si diventa.

A riguardo, Stefano Sordi, Direttore Marketing di Aruba S.p.A., ha commentato: “Ancora oggi si stima che oltre il 30% dei siti web non sia dotato di questo certificato e considerando che Chrome è il browser maggiormente utilizzato, l’aggiornamento in questione potrebbe influenzare i comportamenti di moltissimi navigatori che, tra poco, si troveranno davanti un messaggio così esplicito. Il proprietario di un sito o chi lo gestisce per suo conto, se non lo ha ancora fatto, deve intervenire subito sia per salvaguardare il proprio business online, sia per tutelare i dati dei propri utenti.”