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Apple ha iniziato la sua difesa formale nel processo che lo vede opponente al creatore di “Fortnite” Epic Games, nella persona del capo dell’App Store Phil Schiller, come riportato da Reuters.

Si prevede che Schiller, che ha trascorso tre decenni presso la Mela Morsicata, trascorrerà più di 10 ore sul banco dei testimoni presso il tribunale federale di Oakland, in California, confutando le accuse di Epic secondo cui Apple avrebbe un monopolio sugli sviluppatori mobile di cui abusa richiedendo loro di utilizzare il suo sistema di pagamenti in-app e pagare le commissioni.

Nelle ultime due settimane, i dirigenti e i testimoni di Epic hanno sostenuto che Apple ha un legame così forte sui clienti che più di 1 miliardo di proprietari di iPhone al mondo costituiscono un mercato separato su cui Apple esercita uno stretto controllo. Apple e i suoi esperti inquadrano la situazione in modo diverso, sostenendo che i reclami di Epic sono legati alle transazioni sui titoli di videogiochi, un mercato in cui Apple addebita una commissione simile a Xbox e Sony Playstion. 

Mentre il processo entra nella sua ultima settimana, Schiller si sta spostando sulla seconda linea di difesa di Apple: i controlli che impone agli sviluppatori sono necessari per rendere iPhone più privato e sicuro, caratteristica che a sua volta ha costruito la fiducia dei consumatori e ampliato il mercato per app mobili.

I legali affermano che questo è un punto importante perché anche se il giudice Yvonne Gonzalez Rogers scoprisse che alcune delle regole di Apple hanno effetti anticoncorrenziali, potrebbe stabilire che questi sono controbilanciati dai benefici che la Mela Morsicata mette in campo per i consumatori.

Schiller ha testimoniato che inizialmente iPhone non era dotato di app di terze parti perché i dirigenti Apple sentivano di non avere il tempo di creare un sistema sicuro per gli sviluppatori di terze parti. Una volta che però la pratica del “jailbreak” ha iniziato a prendere piede, Apple si è affrettata a creare un sistema formale, che in seguito è diventato l’App Store.