Audeze

Doppia verifica da parte della Commissione Europea a carico di Apple. In entrambi i casi sotto esame sono le pratiche commerciali della società di Cupertino nel Vecchio Continente. A Bruxelless hanno messo sotto al microscopio le percentuali trattenute per le vendite attraverso l’App Store e sull’esclusività di funzionamento e integrazione in iOS della piattaforma Apple Pay. Il rischio per l’azienda californiana è di ricevere in Europa una sanzione pecuniaria a sei zeri (se non di più) per la “violazione delle regole di concorrenza comunitarie in base agli accordi anticoncorrenziali tra imprese (articolo 101 Del Tfue) e sull’abuso di posizione dominante (articolo 102)”.

App Store: percentuali da verificare

A marzo del 2019 Spotify prima e Kobo dopo hanno contestato l’incidenza della commissione di Apple sulle vendite attraverso l’App Store. Allo stato attuale, a Cupertino trattengono il 30% dei guadagni sviluppati da chi pubblica software per iOS. Altro elemento di contestazione riguarda il divieto imposto dalla Mela morsicata di informare gli utenti su eventuali metodi di pagamento alternativi a quello standard. Questo genera un costante incremento dei prezzi da parte dei publisher per tuttelare i ricavi, generando un effetto di distorsione della concorrenza su più livelli. Ad Apple si contesta la doppia posizione di “giocatore e arbitro” nello store, ruolo bivalente che gli permette di operare in modo aggressivo sulle app e i contenuti proprietari. Come nel caso dei libri in concorrenza con Kobo e con la musica rispetto a Spotify.

Il caso di Apple Pay

Sembra ancora più marcato il caso di Apple Pay, perché è l’unica app di pagamento digitale che può sfruttare l’Nfc degli iPhone e quindi è quella che di fatto monopolizza le transizioni economiche attraverso iOS. Le criticità che sta approfondendo la Commissione europea rigaurdano sia le condizioni del servizio sia l’apertura della piattaforma ad altre applicazioni di mobile payment.

Dice Margrethe Vestager, Commissario europeo per la Concorrenza: “Sembra che Apple stabilisca le condizioni di utilizzo di Apple Pay nelle app e nei siti web degli esercenti. Riserva inoltre la funzionalità tap and go degli iPhone ad Apple Pay. È importante che le misure adottate da Apple non privino i consumatori dei vantaggi delle nuove tecnologie di pagamento, tra cui una scelta più ampia, qualità, innovazione e prezzi competitivi. Per questo ho deciso di esaminare attentamente le pratiche di Apple relative ad Apple Pay e il loro impatto sulla concorrenza”. In merito all’App Store la Vestager spiega che è necessario “assicurarci che le regole di Apple non distorcano la concorrenza nei mercati dove Apple compete con altri sviluppatori, per esempio con il suo servizio di streaming musicale Apple Music o con Apple Books. Ho quindi deciso di approfondire le regole dell’App Store e la loro conformità alle regole di competizione dell’Unione Europea”.

Il commento di Kaspersky

Kaspersky Lab, specializzata in sicurezza, ha condiviso un commento in merito alle indagini sull’App Store di Apple. Lo riportiamo in forma integrale

“Kaspersky accoglie con favore la decisione della Commissione Europea di aprire un’indagine sulla conformità delle regole dell’App Store di Apple con la normativa UE sulla concorrenza. Sebbene l’azienda abbia già presentato il proprio reclamo in merito alle policy di Apple in Russia (presso il Federal Antimonopoly Service -FAS- of Russia), riteniamo che i cambiamenti debbano essere fatti a livello globale, tenuto conto che oggi il mondo digitale non ha confini e che in questo caso si parla delle policy di Apple a livello globale.

Tra una settimana, come ogni anno, si terrà la Worldwide Developers Conference 2020 di Apple, e ci auguriamo che da questo evento emergano dei cambiamenti nelle policy e nelle linee guida dell’azienda che consentano di ripristinare l’equilibrio competitivo e di creare condizioni di parità per tutti gli attori del mercato, Apple compresa.

Rispettiamo Apple come partner e come innovatore; tuttavia, crediamo che sia importante rispettare i diritti degli sviluppatori di terze parti per stabilire una concorrenza leale nel funzionamento delle applicazioni, così come offrire opportunità di marketing equo, compresa la possibilità di informare gli utenti su modalità alternative di acquisto di prodotti al di fuori dell’App Store.

Il 19 marzo 2019, Kaspersky ha presentato un reclamo presso il FAS in Russia in merito alle policy di Apple nel mercato delle applicazioni di Parental Control per dispositivi mobili con sistema operativo iOS. Il caso è ancora aperto. Kaspersky si augura che le risoluzioni sia per il FAS che per la Commissione europea si basino su principi di concorrenza leale e tengano conto degli interessi di tutte le parti coinvolte”.