Su Digitmes è apparso un articolo piuttosto esaustivo sulla riduzione degli ordini da parte di Apple dei componenti dei nuovi iPhone. Stando al quotidiano taiwanese, il produttore Tsmc che si occupa di “stampare” le Cpu a 7 nm avrebbe ridotto “di poco” la capacità produttiva: merito della sovra produzione di chip di altri brand privi di fabbriche (Huawei su tutte). Tuttavia, spiega Digitimes, gli altri partner della supply chain starebbero subendo riduzioni sostanziali nei fatturati in virtù della decurtazione degli ordini di componenti da parte della società di Cupertino in virtù, spiega una voce vicina a tutte le parti, “delle basse prestazioni di vendita dei dispositivi”.

Linee produttive

Le medesime fonti hanno fatto nomi e cognomi. Per esempio, le spedizioni del chip A12 dei nuovi Xs, Xs Max e XR stanno mostrando un andamento decrescente ma per fortuna la capacità produttiva è tenuta ampiamente a regime dagli altri processori a 7 nm. Tsmc stampa infatti anche il Kirin 980, che sta tenendo occupate le linee, usato da Huawei sui Mate 20 e Mate 20 Pro. Mentre è in fase di avvio il processo di fabbricazione del Qualcomm Snapdragon 8150 (primi mesi del 2019). Tsmc non ha subito oscillazioni significative nelle fabbriche a 7 nm grazie anche alla necessità di produzione di Amd , Broadcom, Xilinx e Nvidia.

Sull’altro fronte, Apple è sempre meno preponderante in queste linee di produzione di nuova generazione e altri produttori taiwanesi, spiega sempre Digitimes, subiranno l’influsso già da questo mese. È il caso di Largan Precision, che fornisce le lenti delle fotocamere dell’iPhone, il cui fatturato è decresciuto rispetto a quello di ottobre. Va peggio a Career Technology, che si occupa del Pcb dei Melafonini, che ha dovuto ridurre la forza lavoro di 110 unità per via delle riduzioni di ordinativi da Apple. Nel complesso, i “profit warning”, ossia le allerte di mancato profitto, per i produttori taiwanesi potrebbero addirittura avere un peso del -25% relativamente al trimestre in corso.

100 dollari in più

Altre notizie che puntano sempre nella medesima direzione, ormai da giorni, provengono dagli Stati Uniti. Nel Paese natio, Apple ha deciso di incentivare maggiormente i consumatori a passare ai nuovi iPhone assicurano un incremento di ulteriori 100 dollari sul programma di GiveBack, riservato a chi ritorna il vecchio modello per acquistare il nuovo. Questa soluzione è disponibile anche in Italia e consente di avere valutazioni in euro per la permuta con la nuova generazione di smartphone. In questa pagina potete verificare la valutazione del vostro usato secondo il programma di trade-in dell’azienda: https://www.apple.com/it/trade-in/.

Nel frattempo la società della Mela morsicata ha già cercato di invertire il trend poco confortante su iPhone Xs e XR garantendo un extra sconto di 50 dollari durante i Black Friday e Cyber Monday statunitensi. Le azioni di Apple hanno perso il 20% nelle ultime tre settimane, oggi sembrano risollevarsi alla notizia dell’incremento del GiveBack. Il grafico di seguito mostra l’andamento aggiornato al Nasdaq, che per la cronaca si trova a Times Square; a Wall Street c’è il Nyse. Entrambi, certo, sono a New York.

Più in generale, il nuovo “super-ciclo” che doveva avere origine con l’iPhone X nel decennale dell’iPhone non sembra stia dando i frutti sperati. Gli utenti sono ancora molto legati ai modelli precedenti con tasto Home e il prossimo vero grande cambiamento di design industriale dello smartphone potrebbe arrivare solo con l’avvento del 5G. Vi è sovvenuta alla mente la parola “crisi”? No, troppo presto e molto ingiusto, fuori luogo. L’unica cosa che si può dire è che si tratta del primo momento di grande discontinuità per Apple nell’ultimo decennio.

 

Dieci super smartphone per chi cerca l’alternativa agli iPhone Xs e Xs Max