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Ormai da circa due settimane stiamo usando gli Apple AirTag, i localizzatori di oggetti che vi abbiamo descritto generosamente in questo articolo, oltre al video tutorial “step by step” per l’attivazione e l’uso. Gli AirTag sono solo la più recente incarnazione dei tracker che sfruttano il Bluetooth, l’Nfc e i segnali radio a bassa potenza per aiutare a trovare chiavi, borse e così via. Esistono da anni, l’apporto di Apple (come sempre) quando entra in un segmento nuovo è sempre lo stesso: semplicità e forte coesione all’ecosistema.

In queste due settimane circa ci siamo resi conto che gli AirTag hanno dalla loro l’estrema intuitività di utilizzo. La società di Cupertino si è limitata a renderli compatibili con la piattaforma iOS e iPadOS, a tutto vantaggio della rapidità di attivazione e messa in opera. Tolta la pellicola, l’AirTag è immediatamente riconosciuto dall’iPhone o dall’iPad: si perfeziona il tutto semplicemente assegnando un nome che identifica lo specifico tracker o l’oggetto a cui è collegato.

E il fatto che tutto sia presentato in modo estremamente limitato è acclarato dagli accessori. Sia sul sito ufficiale di Apple, sia nei negozi online e offline sono disponibili solo portachiavi ed evoluzione di portachiavi, per esempio ganci per borse, zaini e valige e poco altro.

Sicuramente ci sarà qualcuno che perde le chiavi ogni volta che le appoggia da qualche parte. Sicuramente ci sarà qualcuno che ne ha bisogno per ricordarsi dove ha lasciato la borsa. Sicuramente ci sarà qualcuno che si sente più sicuro contro furti e scippi quando connette il suo AirTag. Sicuramente l’AirTag ha il portato di nobilitare i tracker identici che da anni sono proposti come gadget e ora assurgono al ruolo di oggetto utile, persino di moda.

A nostro avviso con l’AirTag, e tutti i suoi gemelli diversi, non può relegarsi al solo tracciamento di oggetti. Messa così, spiace dirlo, diventano rapidamente inutili gingilli. Un “di più” modaiolo divertente da mostrare agli amici e poco altro. Un portachiavi abbastanza costoso che ci identifica come “power user” di Apple, che non se ne fanno scappare una. Con il mero esercizio dimostrativo e quasi auto-confermativo di cercare ogni tanto le chiavi. Giusto per non accettare il fatto che dopo pochi giorni l’AirTag è diventato un oggetto fashion ma inutile, o quasi.

Apple Airtag: distanza e perimetro

Sfidiamo anche a prenderne quattro, la confezione che abbiamo noi. Certo, si possono applicare a tutti i mazzi di chiavi. Ma ne abbiamo usati due, gli altri sono ancora sigillati in attesa di destino.

No, l’AirTag non può essere limitato dal perimetro restrittivo che Apple ha imposto nella pagina dedicata questo prodotto. Perimetro definito dalle parole usate per presentarlo (“Con AirTag è facilissimo non perdere mai di vista le tue cose. Agganciane uno alle chiavi, infilane un altro nello zaino e via: eccoli apparire nell’app Dov’è, la stessa che già usi per localizzare i tuoi dispositivi Apple e rintracciare i tuoi amici e familiari”), quanto dai limitatissimi e pressoché ridondanti accessori proposti.

L’AirTag deve essere motivo di potenziare l’accessibilità di cose e strutture sfruttando proprio la sua principale innovazione: l’estrema semplicità di configurazione e utilizzo. Sì, il tracker può aiutare tantissimi utenti che hanno difficoltà a muoversi negli ambienti, a ricordare le cose, a trovare le cose, a interagire con il mondo fisico.

Come? In virtù della sua portata di circa 10 metri, può essere applicato alle porte e ai muri per indicare le stanze o gli oggetti. Il fatto che operi con il “voice over” di Apple aumenta l’accessibilità al mondo fisico riproducendo a voce l’oggetto a cui è applicato, che siano chiavi, stanze, mobili o elettrodomestici.

Apple Airtag: cosa sono e cosa potrebbero essere

L’occasione che non va persa è di guardare l’AirTag come strumento portante per aumentare l’inclusività e l’accessibilità all’ambiente fisico da parte di tutti, dai bambini agli anziani fino ai portatori di disabilità.

La semplicità rappresenta la leva portante per permettere a chiunque di configurare i tracker, affrontando una spesa limitata. L’inclusività è la pietra angolare che rende davvero utile e interessante questo accessorio. Per chiunque.

E questo ragionamento vale tanto per il dispositivo di Apple quanto per gli altri tracker. Non perdiamo l’occasione di rendere le nostre case o i nostri uffici più a misura d’uomo. Non limitiamoci a guardare l’AirTag solo nella proposizione marketing (doverosa da parte dell’azienda) fine a se stessa nell’esibizione della tecnologia come status symbol. Osserviamo questi tracker dal punto di vista della filosofia dell’accessibilità come design mentale che rinnova lo spazio attraverso un uso concreto e utile delle tecnologie a basso costo e ad alta efficienza.

Insomma, si tratta di usarlo come strumento per abbattere tante barriere fisiche e per costruire spazi interattivi in modo agile, veloce e moderno. Se si perde l’occasione, vi ritroverete con un meraviglioso portachiavi la cui effettiva utilità è pressoché nulla nel tempo.