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La bella stagione porta con sé la voglia di uscire, magari sfruttando l’occasione per conoscere nuove persone. E per incontrarle, ampliando il proprio spettro di conoscenze, non è detto che la soluzione offerta dalle app di dating sia così malvagia. Certo, la regola generale è applicare le medesime accortezze e gli stessi atteggiamenti dei rapporti “vis a vis”. Si chiamano app di dating ma nella realtà dei fatti sono applicazioni che permettono di interagire con le persone, con una liturgia del tutto identica all’approccio dal vivo: non necessariamente un nuovo dialogo si trasformerà in un flirt o qualcosa di più; non necessariamente parlare determina che è scattata la scintilla.

Abbiamo dunque provato le migliori app per tre mesi con i seguenti smartphone: Apple iPhone XR, Huawei P30 Pro, Oppo Reno, LG V40 ThinQ, OnePlus 6T McLaren Edition, Samsung Galaxy S10+, Xiaomi Mi 9, Asus ZenPhone Max M2, Wiko View 2, Google Pixel 3 XL, Alcatel 5V, Motorola One e Honor View 20. Il motivo di questa pletora di smartphone è stata funzionale a comprendere la stabilità dell’app, la sua reattività e l’impatto effettivo sull’autonomia.

Come funzionano

Il primo aspetto da cui partire è il meccanismo di funzionamento. La maggior parte di queste applicazioni si affida a due risorse: la connettività dati e l’antenna Gps. La prima per accedere al profilo (di solito legato a quello Facebook ma in modo leggermente più anonimo) e scaricare le informazioni legate alle possibili interazioni. Il Gps opera in background per tracciare la posizione e geolocalizzare le persone che si sono incontrate, che saranno poi proposte nel flusso delle schede a cui assegnare un like oppure no.

Quest’ultimo è il meccanismo fondante: se entrambe le parti scelgono il like, si diventa “amici” ed è possibile passare alla chat. Viceversa, in caso di like asimmetrico, bisogna attendere che l’altra parte scelga di metterci like, o viceversa. Ci sono poi strumenti di tutela, per esempio bloccando una persona, che provoca la scomparsa di rispettivi flussi di potenziali amici, e anche la segnalazione, con cui si invia al gestore dell’app un feedback su eventuali comportamenti o messaggi poco graditi se non addirittura molesti. Da ricordare che, per quanto brutto e maleducato, la funzione di blocco è quella più indolore e pratica per “scaricare” chi non merita le nostre attenzioni oppure è diventato troppo invadente.

Molte app offrono infine un ulteriore strumento per farsi notare. Alcune lo chiamano “super like” oppure “invito a parlare”: si tratta di una segnalazione più forte e dirompente, perché arriva direttamente all’attenzione dell’interessato e non rimane latente in attesa come il like normale, con cui è possibile far notare il proprio interesse a parlare. L’incontro, ripetiamo, è una fase successiva alla chat.

Gps e batteria

Abbiamo usato tanti smartphone perché ci siamo resi conto che le app di dating hanno un comportamento fortemente dipendente dal sistema operativo e dalla personalizzazione proposta dallo smartphone. In linea generale, la stabilità mostrata da iOS è superiore rispetto a quella di Android. Con l’iPhone XR abbiamo rilevato alcune risorse utili: per prima cosa la possibilità di impostare l’uso del Gps solo quando l’app è aperta, fattore cruciale per limitare il consumo della batteria. Negli altri casi con Android, la batteria rimane costantemente sotto scatto della connettività Gps con Tinder e Happn in aggiornamento continuo in background. Se i modelli top di gamma godono di un efficace sistema di ottimizzazione delle app, oltre a una superiore gestione dell’efficienza energetica dello smartphone, quelli meno evoluti possono essere penalizzati. Dunque la risorsa principale è derivata dalla batteria, ma anche 3.500 o 4.000 mAh possono essere lo stretto necessario per arrivare (forse) a completare una giornata in caso di uso intensivo dell’app in questione sommata a Facebook e WhatsApp. Questo è un aspetto da tenere in considerazione, dunque provvedete a selezionare (già durante la configurazione dell’app di incontri) di appoggiarsi al Gps solo quando l’applicazione è aperta; così facendo disattiverete il tracciamento continuo e risparmierete batteria.

Sempre con iOS abbiamo riscontrato un comportamento più fluido e meno soggetto a blocchi. L’impostazione delle app è sostanzialmente simile: sul display si sfogliano una serie di schede con foto, nome e pulsanti per confermare o meno la preferenza. Per esempio l’accoppiata Happn-Android non è indolore, anzi. Soprattutto con le personalizzazioni più profonde e avanzate (citiamo Huawei, Honor, Xiaomi e Samsung) si incappa in continui malfunzionamenti con le schede da cui scompaiono le foto. In alcuni casi si assiste a veri e propri blocchi. Certo, la situazione è anche decretata dalle routine del sistema operativo che congelano e spesso bloccano le app lasciate in background.

In altri casi, per esempio Tinder, lasciando l’app in background a volte si ottiene di ripercorrere all’infinito le medesime schede, sempre con uno smartphone Android.

iOS si prende la palma di essere la migliore piattaforma per le app di dating, probabilmente per merito della stringente politica di Apple per la certificazione delle applicazioni soprattutto quelle che fanno uso delle funzioni di geolocalizzazione. Android non è sempre impeccabile ma gli aggiornamenti sono costanti e ci siamo resi conto che più il sistema operativo è scevro da interventi aggiuntivi, meno le applicazioni mostrano comportamenti anomali. A tutto vantaggio, per esempio, degli smartphone di fascia meno costosa, spesso affidati a interfacce più semplici.

Bisogna anche dire che le app sono fortemente dipendenti dalla velocità di connessione a Internet più che dalle prestazioni dello smartphone. Vale a dire che anche i modelli di fascia entry e media sono adeguati, meglio ancora se dispongono del 4G (ma anche il 3G va benissimo). Come dimostrano i nostri test, le app di dating hanno garantito un’ottima reattività con tutti gli smartphone Android usate. Un consiglio però ce lo permettiamo: la configurazione ideale dello smartphone con Android deve prevedere almeno 3 GB di Ram per non incappare in sporadici e tutto sommato contenuti rallentamenti nello sfoglio (ricordiamo che l’applicazione usa in contemporanea connettività dati, rendering grafico, antenna Gps e Cpu).

Privacy

Altro elemento di cui tener conto è la privacy. Le app non pubblicizzano su Facebook che vi siete iscritti ma si limitano a raccogliere le informazioni di base, alcune foto e a verificare la vostra identità. Se vi sentite più sicuri, potete iscrivervi con una mail dedicata e seguire la procedura un po più macchinosa ma ha il vantaggio di assicurarvi una riconoscibilità minore.

Ciò di cui dovrete preoccuparvi è la privacy nei confronti di chi può occhieggiare il vostro telefono. Per prima cosa, vi consigliamo di disattivare le notifiche automatiche: dovrete verificare manualmente chi vi scrive e chi sceglie di darvi like. In Android dovete seguire il percorso “Impostazioni/App/Tutte le app”, quindi selezionare l’applicazione, aprire il menu Notifiche e agire sul tasto “Consenti notifiche”. Questa procedura va ripetuta per tutte le app installate di cui volete disattivare le notifiche.

In iOS la questione è leggermente differente, anche se non tanto, perché in Impostazioni bisogna scorrere verso il basso il menu fino a vedere l’elenco delle app installate e per ciascuna disattivare le notifiche.

Piccolo vademecum comportamentale

Chiudiamo questa parte di approfondimento sulle app con una serie di consigli per usare al meglio le app di dating:

  1. educazione, non vi servirà esibire doti intellettuali e fisiche se poi risultate poco fini;
  2. intelligenza, una buona grammatica e un modo corretto di porsi vincono sull’estetica fine a se stessa;
  3. rispetto, non invadete gli spazi altrui;
  4. sincerità, meglio dire subito le cose come stanno (ricordando i punti 1, 2 e 3);
  5. parlare non è flirtare, ossia non date per scontato che un like significhi qualcosa: è solo un piccolo inizio;
  6. pretese: non abbiatene. Non ponete condizioni a chi vi sta parlando, è solo un inizio e porre già in essere richieste specifiche o perimetri comportamentali può risultare letale;
  7. iniziative, prendetene solo quando siete sicuri che non disturbino o rechino fastidio all’altra parte. In altre parole, non compite azioni senza avere la certezza al 100% che siano in linea con le richieste, la volontà e i gusti dell’interlocutore;
  8. come dal vivo: questa è la vostra bussola. Tutto ciò che non fareste dal vivo, evitate di farlo dallo smartphone perché il touchscreen non vi protegge da brutte figure o peggio;

Le migliori app

Happn: la migliore per ritrovare le persone che incrociate, spesso e volentieri in modo inconsapevole, durante i vostri movimenti. Per larga parte è gratuita anche se l’opzione a pagamento vi permette di avere una visione più ampia e articolata di chi incrociate. Divertente per conoscere nuove persone oppure per scoprire amici, conoscenti e colleghi che si trovano nelle zone in cui bazzicate.

Tinder: l’app per antonomasia, che ha cambiato il modo di approccarsi all’uso dello smartphone per gli incontri. È gratuita anche se ha limiti di utilizzo sviluppati su archi di 24 ore. Per non avere alcun limite sul numero di persone e azioni bisogna sottoscrivere la modalità Plus che offree scorrimenti illimitati, una migliore messa in evidenza dle priflo e superiori controlli. I prezzi: da 20,99 euro a singolo mese fino a 8,74 euro al mese per piani anticipati di 12 mesi.

Once: l’approccio è interessante perché propone una o più candidati al giorno sulla base del profilo e delle preferenze accordate con le stellille nella sezione “Chi è il tuo tipo”. La proposta giornaliera va poi scelta con il cuore per capire se c’è la possibilità di dialogare. Non mancano i servizi a pagamento, per inviare messaggi diretti alle persone a cui si vuole parlare (senza attendere che il sistema le scelga per noi).

Meetic: è la veterana di tutte le app di dating. La piattaforma attiva dal 2001 consente di definire profili dettagliati con un piccolo margine di manvora gratuiti per incontrare i single disponibili in città. Ma per usarla al meglio conviene sottoscrivere l’abbonamento con prezzi a partire da 5,99 euro. Perfetta la versione utilizzabile anche da computer.

Lovoo: anche questa app fa uso del Gps per scovare le persone raggiungibili nei dintorni. Il principio è sempre delle schede da sfogliare con like o dislike da assegnare, mentre la funzione Icebreaker permette di rompere il ghiaccio saltando la liturgia e inviando un messaggio di 250 caratteri. Sottoscrivendo la versione Premium si hanno più possibilità di Icebreaker, una migliore gestione e precisione dei match, si toglie la pubblicità e si visualizza lo storico, anche per annullare i like.

Badoo: la procedura di autenticazione di Badoo è la più precisa perché obbliga l’utente a verificare il proprio profilo. Anche questa piattaforma può essere utilizzata da computer, non solo da app, e si pone come grande comunità a cui accedere per conoscere e chattare con le persone. Il concetto con Badoo è di ottenere ranking migliori per accedere a un pubblico sempre più vasto di utenti che accedono al nostro profilo: questo giustifica il pagamento dei servizi ad abbonamento.

Bumble: perfetta per il pubblico femminile. Si potrebbe dire il Tinder per le donne, perché a loro è assegnato il compito di prendere l’iniziativa. L’interazione, in ultima analisi, è tutta legata all’azione di chi decide di fare partire il dialogo e mostrare interesse: in questo senso, può rappresentare un modo diverso per accendere la miccia. C’è anche la versione Biz per chi vuole proporsi come professionista.

Grindr: identica alle altre app finora viste solo espressamente dedicata agli utenti omosessuali. È utile per evitare qualsivoglia fraintendimento, oltre che ben studiata nelle opzioni per definire con precisione i gusti e cosa si cerca. I profili sono dettagliati e c’è ampio margine di presentazione di se stessi.

Inner Circle: un’app “tuttofare” non solo per trovare partner personali ma anche per intercettare opportunità di lavoro. Ci si può iscrivere via LinkedIn e Facebook. Come dice il nome stesso, la piattaforma è molto selettiva e si basa sulla condivisione di interessi, hobby, gusti ed esperienze lavorative. Sono inoltre organizzati eventi.

Jaumo: si fregia di essere l’app con “l’esperienza dating numero 1 sul pianeta”. E lo slogan scelto è chiaro: Flirta. Chatta. Esc (ossia esci). L’obiettivo di Jaumo è facilitare gli incontri con l’anima gemella o, quantomeno, con persone fortemente interessate a flirtare e frequentarsi. No perditempo. Se siete ben predisposti, va provata.

Altre app da tenere in considerazione: Ok Cupid; MeetMe; Lovely; Skout; Hi5; Meet4U; Romeo; Mingle; Meetup; WeChat (oltre alla funzione di chat permette di trovare persone nei paraggi e iniziare conversazioni).