Redmi è la gamma di Xiaomi che si posiziona nella fascia media e bassa del mercato, studiata per offrire una buona aggressività in termini di rapporto tra prezzo e prestazioni. In questo segmento, la sigla Note rappresenta i modelli con display più grande. Così Redmi Note 7 è la più recente evoluzione di una famiglia di smartphone che vanta elevata qualità costruttiva, ampio schermo e prezzo super: la versione 4+64 GB (in vendita a partire dal 15 marzo su tutti i canali di Xiaomi e su mi.com/it) ha un prezzo di 199,90 euro; la variante 3+32 GB (dal 21 marzo) sarà posizionata a 179,90 euro.

Redmi Note 7 4+64 GB

Il modello che abbiamo avuto modo di provare in anteprima per tre giorni, così da condividere con voi le nostre prime impressioni, ha questa configurazione:

  • Ram: 4 GB
  • Storage: 64 GB + microSD
  • Processore: Qualcomm Snapdragon 660
  • Display: 6,3″ (81,4% rapporto schermo/scocca) con risoluzione di 1.080×2.340 pixel (19.5:9, 409 ppi)
  • Sistema operativo: Android 9.0 Pie con Miui Global 10.2
  • Fotocamere posteriori: principale 48 Mpixel f/1.8 + 5 Mpixel f/2.4
  • Fotocamera anteriore: 13 Mpixel f/2.2
  • Connettività: Lte cat.12 (600 Mbps in download; 150 Mbps in upload)
  • Dimensioni: 159,2×75,2×8,1 mm
  • Peso: 186 grammi

Sia il touchscreen sia la scocca posteriore sono in vetro Corning Gorilla Glass 5. Inoltre, nella confezione trova posto la cover in silicone trasparente per tutelare da subito la scocca con anima in metallo. La qualità costruttiva è elevata: ottima la scelta dei materiali e il loro assemblaggio. Tuttavia la cover è indispensabile, un po’ per evitare le ditate sul dorso, un po’ perché le cadute possono fare male alle superfici in vetro.

Sempre sul fronte costruttivo, sul Redmi Note 7 si riconosce la porta Usb-C nella parte inferiore, che lo allinea ai modelli di fascia più alta e consente di attivare la ricarica rapida della generosa batteria da 4.000 mAh.

L’autonomia è uno dei punti di forza di questo smartphone. Il combinato disposto garantito da un processore equilibrato in termini di prestazioni e consumi e la batteria di capacità elevata consente al Note 7 di arri vare tranquillamente a due giorni di utilizzo senza dover rinunciare ad alcuna applicazione o funzione.

Chiudiamo la descrizione hardware citando il jack da 3,5 mm nella parte superiore, una configurazione di tasti minimal sul lato destro (bilanciere del volume e accensione/spegnimento) e il sensore d’impronte rotondo sul dorso, in una posizione comoda per l’indice.

Imaging

La parte più sviluppata del Redmi Note 7 è quella fotografica. Il sensore da 48 Mpixel è capace di scatti di ottima qualità (considerando la gamma di appartentenza dello smartphone) in ogni condizione. Soprattutto al buio, come si può vedere dalle foto riprodotte in questa pagina.

L’ottica secondaria da 5 Mpixel è di profondità, quindi entra in gioco negli effetti bokeh. La gestione del reparto imaging è affidata al collaudato software Miui 10.2. L’app è quella classica di Xiaomi, che piace per semplicità e intuitività anche se limita la possibilità di intervenire in modo professionale sui parametri. Il Note 7 non è un “foto-phonino” ma comunque consente una gestione soddisfacente delle opzioni di scatto e regala immagini di qualità.

Non manca il supporto della AI: va attivata a mano dall’apposita icona nell’app e si occupa di equalizzare colori, contrasto e resa in automatico in occasione dello scatto. Serve? Sì, aiuta a trovare la migliore configurazione senza sforzi. Ma i più avvezzi all’ambito foto potranno tranquillamente farne a meno.

Dal selettore inferiore si sceglie la modalità: da quella classica, al ritratto, alla modalità quadrata perfetta per Instagram, fino al panorama e alla registrazione video in Full HD fino a 120 fps. L’app è identica a quanto già visto su altri Xiaomi: interessante che sia disponibile nella sua completezza sul Note 7, così da permettere un’esperienza fotografica di livello superiore, e che la reattività di scatto sia elevata, al pari di modelli ben più costosi.

Prestazioni

Il Soc Qualcomm Snapdragon 660 ha una geometria octa core con quattro nuclei Kryo 260 a 2,2 GHz (alte prestazioni) e altrettanti Kryo 260 a 1,8 GHz (basse prestazioni). È assistito da 4 GB di Ram, 64 GB di Rom espandibile via microSD tramite l’apposita slitta ibrida che permette anche di attivare il reparto dual Sim con due schede in formato nanoSim. Il reparto grafico è affidato all’Adreno 512.

Questa configurazione permette al Note 7 di raggiungere buoni risultati nei benchmark, a dimostrazione che lo smartphone non teme alcun tipo di utilizzo: dai giochi, anche quelli più recenti, fino alla produttività, all’intrattenimento e al multimedia in mobilità.

È lo schermo a impreziosire l’esperienza per via dell’ampia diagonale (6,3 pollici) e della scelta di ridurre al massimo le cornici. Tant’è che il sensore per i selfie è relegato in un notch arrotondato, che limita l’ingombro sul display e non intacca il corretto funzionamento delle app.

Lo schermo piace anche per qualità grafica, buona profondità di colore e contrasto, dunque adatto alla riproduzione di foto e video. Sul fronte display il Redmi Note 7 ha ben poco da temere dai modelli più blasonati e costosi. L’angolo di visualizzazione è elevato; forse la superficie in vetro è un po’ troppo riflettente, soprattutto si nota sotto alla luce diretta del sole, ma il sistema di gestione automatica della luminosità compensa in modo ottimale.

Miui 10.2

Android 9.0 è personalizzato dalla Miui 10.2 in edizione Global. Abbiamo già decantato l’interfaccia di Xiaomi perché è una delle più riuscite per l’eleganza delle linee e la cura dei dettagli. Sul Redmi Note 7 non rallenta mai, è sempre reattiva e assicura una omogeneità di utilizzo impensabile perfino per alcuni smartphone di fascia altissima.

Piace per la coerenza e la rapidità, tuttavia alcune scelte sono discutibili. Come per esempio il sistema automatico di verifica delle app installate che propone inserzioni pubblicitarie, oppure l’impossibilità per l’Italia di scaricare temi aggiuntivi. Per attivare questa funzione basta cambiare il Paese.