Android P: rivoluzione per abbracciare il notch in stile iPhone X

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Google sta modificando profondamente Android e mostrerà questi interventi già al Google I/O, la conferenza per gli sviluppatori che si terrà il prossimo maggio. Il motivo di questa rivoluzione soprattutto nell’interfaccia è da imputare alla diffusione dei display in 18:9. A ciò si aggiunga l’arrivo imminente di nuovi modelli con il cosiddetto “notch”, ossia della banda superiore nera che taglia il display introdotta da Apple con l’iPhone X. A partire dal prossimo Mobile World Congress si vocifera saranno presentati numerosi smartphone con questa soluzione estetica e funzionale, necessaria per fare posto ai sensori ottici anteriori.

Grandi rinnovamenti

Il bisturi di Google non si fermerà solo all’estetica ma andrà più a fondo nella sostanza. Il nuovo Android si appresta a sfoggiare una migliore integrazione dell’assistente vocale, una maggiore attenzione per la durata della batteria e un supporto migliorato per l’ergonomia. L’obiettivo dichiarato di Big G sembra essere di convincere gli utenti di iPhone X che anche con Android si può ottenere un prodotto paragonabile per qualità, estetica e soluzioni tecniche.

Sì, perché la diffusione di Android è ancora sbilanciata sulla fascia media e bassa del mercato. Mentre nella fascia alta, laddove si concentrano le attenzioni dei brand più importanti (Samsung e Huawei su tutti), Apple ha una quota ancora considerevole. Non solo, gli smartphone top di gamma vanno in mano a utenti con una superiore propensione per gli acquisti di app, servizi e contenuti.

Il perfezionamento e i miglioramenti apportati ad Android permetteranno di dare vita a una nuova generazione di dispositivi mobili, così che gli sviluppatori presteranno più attenzione alle applicazioni e aumenterà la propensione all’acquisto sullo store. Quantomeno questa è il sillogismo che conduce Google agli interventi da attuare sulla prossima generazione del suo sistema operativo.

Frammentazione

Altro aspetto da contrastare è l’eccessiva frammentazione delle versioni di Android installate sui dispositivi mobili. Questo comporta problemi di sicurezza dalla mancata applicazione delle patch e dei correttivi. Android P, questo è il nome in gergo della versione dell’Os che sarà protagonista al Google I/O, dovrebbe ridurre questa disomogeneità introducendo un processo di aggiornamento più rapido.