Google ha varato Android Go: una versione di Oreo ridotta all’osso, pensata per girare su smartphone poco costosi, di fascia bassa. Si rivolge a device con processori poco potenti, RAM scarsa e poco spazio di archiviazione. Ed è stato progettato per le persone che godono di scarsa connettività e piani dati costosi, che hanno quindi bisogno di essere conservati con attenzione e parsimonia.

In particolare, Go sta uscendo su 6 smartphone, con un range di prezzo tra i 50 e i 130 dollari. Ecco su quali smartphone lo troveremo:

  • Nokia 1,
  • Alcatel 1X,
  • ZTE Tempo Go,
  • Lava Z50,
  • Micromax Bharat Go,
  • General Mobile’s GM 8 Go.

Per venire incontro in modo concreto ed efficace alle caratteristiche di questi device di fascia bassa e migliorare l’esperienza d’uso degli utenti garantendo sicurezza e velocità, Google ha essenzialmente fatto 3 cose:

  • Far girare meglio Android su smartphone con 1 GB di RAM (o meno);
  • Far sì che Android (il sistema operativo stesso) occupi meno spazio;
  • Far occupare meno spazio alle app preinstallate e farle girare usando meno dati.

Il primo di questi punti è senz’altro il più sfizioso, ma anche il meno tangibile. I sei telefoni che sono stati aggiornati ad Android GO, in effetti, fanno il loro dovere senza troppi intoppi o lag di sorta, ma lo stesso si può comunque dire di qualsiasi smartphone economico appena estratto dalla scatola. Meno tangibile – e prevedibile – sono le prestazioni che ci possiamo aspettare da oggi a un anno, fattore senz’altro determinante nella buona riuscita di questo progetto.

Decisamente più significativo l’impegno di Google nel risparmio dello spazio. Andando di fatto a diminuire la quantità di spazio che occupano Android e le app installate di default si ha un risparmio di circa 2GB, dimensione importante per tutti quegli smartphone che hanno, per esempio, solo 8GB di storage. Non solo, Google ha studiato una serie di app caratterizzate dalla cosiddetta “Go version”: più leggere della versione standard. Come? Google le ha disegnate usando le sue Progressive Web App, contenitori che racchiudono un’applicazione scritta con le più recenti tecnologie web dotata di funzioni come lo storage offline, le notifiche push e di un’interazione diretta con le “api” di Android.

A queste si affiancano tutte quelle app che aiutano l’utente a prendere consapevolezza di come gestire il proprio spazio e i propri dati. Ne citiamo 3:

  • Files Go: suggerisce quali file rimuovere dallo smartphone e riversare nel cloud (può essere scaricata anche su smartphone che non hanno Android Go);
  • Datally: aiuta l’utente a gestire quanti dati una determinata app sta utilizzando (quest’app si rintraccia solo su alcuni device).
  • Youtube Go: mostra 3 opzioni di qualità quando si accede a un video (basic, standard e alta), inoltre dice all’utente quanti dati ognuna di queste opzioni andrà a utilizzare.

Sempre in quest’ottica, Google ha aggiunto una speciale sezione del Play Store che evidenzia le app che non occupano un gran quantitativo di spazio.

A fare la differenza sarà senz’altro l’esperienza d’uso che Google saprà regalare: se gli utenti dovessero iniziare a rimpiazzare Youtube Go con l’app standard sarebbero punto e a capo. Si rende quindi fondamentale che Google regali una user experience perfetta su queste app, perfino migliore rispetto a quelle standard, almeno per questi smartphone.

Ma sembra un aspetto di cui il colosso statunitense sia ben consapevole. Non c’è nessuna differenza sostanziale tra Gmail Go e Gmail. Youtube Go è addirittura più utile della standard e Google Go ha un design totalmente diverso, che offre rapido accesso a features come la ricerca di immagini o le traduzioni. Ha anche una sezione dedicata alle GIF, che fornisce una via diretta per le “good morning” GIF che hanno conquistato l’India.

Obiettivo fondamentale di Android Go è migliorare l’esperienza per gli utenti che si approcciano per la prima volta allo smartphone in mercati come quello indiano e quello africano. Ma questi particolari smartphone arriveranno ovunque, anche negli Stati Uniti.

Android Go ah anche funzioni che impattano sul risparmio di banda e aumentano la sicurezza. L’assunto è che chi si avvicina a uno smartphone Go quasi sicuramente non disporrà piani internet da GB illimitati. Ecco che quindi Go viene incontro al consumatore diminuendo i consumi e permettendo di tenere sotto controllo il traffico, anche grazie a una versione di Chrome che limita il download di dati in background. La sicurezza è in buona sostanza la stessa di Oreo, con le scansioni per malware sia offline che integrate nel Google Play Store lato Cloud.

 

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