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Amazon ha vinto la sua battaglia contro un l’imposizione della UE di pagare circa 250 milioni di euro in tasse arretrate in Lussemburgo in seguito all’azione di Margrethe Vestager, Commissario europeo per l’agenda digitale, per bloccare le intese fiscali preferenziali tra aziende e Paesi. La battuta d’arresto ha rinnovato le richieste dei legislatori dell’UE per un accordo globale sulla tassazione delle società. Secondo gli analisti legali è improbabile che Vestager rinunci a perseguire le grandi società al fine di rendere più equo l’importo delle tasse che pagano in Europa.

L’azienda fondata da Jeff Bezos ha vinto piuttosto agilmente perché l’accusa non è riuscita a dimostrare che il Lussemburgo ha riservato alla piattaforma e-commerce un trattamento speciale, che sarebbe stato in violazione delle norme sugli aiuti di Stato. Questo è quanto stabilito dal Tribunale dell’UE.

E si tratta di una sentenza che segue la storica sconfitta dello scorso anno incassata dalla Vestager contro Apple. In quel caso la società di Cupertino ha contestato l’ordine di pagare 13 miliardi di euro di imposte arretrate in Irlanda.

Sia Amazon che Apple sono stati presi di mira da Vestager in una campagna per eliminare gli accordi fiscali utilizzati dagli stati dell’UE, tra cui Lussemburgo e Paesi Bassi, per attirare le sedi centrali delle grandi aziende. La Commissione considera tali accordi “sleali”. “La Commissione non ha dimostrato, in base agli standard legali richiesti, che vi fosse un’indebita riduzione del carico fiscale di una filiale europea del gruppo Amazon”, hanno detto i giudici dell’UE con sede in Lussemburgo.

Amazon in una dichiarazione ha accolto con favore la sentenza, dicendo che era in linea con “la nostra posizione di vecchia data che abbiamo seguito tutte le leggi applicabili e che Amazon non ha ricevuto alcun trattamento speciale”. Il governo lussemburghese ha affermato che la sentenza ha dimostrato che l’accordo fiscale non era un aiuto di Stato o un vantaggio che potrebbe distorcere la concorrenza.

Amazon e la necessità di un approccio organico e sistematico alla fiscalità delle multinazionali

Vestager ha detto che esaminerà la sentenza prima di decidere se fare appello alla corte suprema europea. Ma è del tutto improbabile che fermi la sua crociata, ha detto Ioannis Kokkoris, professore di diritto della concorrenza ed economia presso la Queen Mary University di Londra con sede a Londra: “Il futuro approccio della Commissione nei casi di aiuti di Stato potrebbe essere messo a punto per adeguarsi alle preoccupazioni individuate dalla corte, ma questo intoppo non ridurrà la pressione di Vestager“.

“La sentenza odierna è un duro colpo”, ha detto Chiara Putaturo, esperto fiscale di Oxfam UE. “Mostra ancora una volta che le indagini caso per caso non risolvono l’evasione fiscale su larga scala”. La posta in gioco nella decisione di Amazon è minima rispetto ai miliardi di dollari che il rivenditore online guadagna ogni trimestre, ma potrebbe aiutare altre società nei loro ricorsi contro le indagini fiscali.

I legislatori dell’UE hanno affermato che è però necessario un approccio sistematico e hanno esortato l’Unione europea a sostenere la richiesta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per un’aliquota fiscale minima del 21% sulle multinazionali.