emporia

Ci risiamo. Un’altra multa è stata comminata dall’Antitrust nei confronti di Amazon e Apple. L’ammontare complessivo (e ripartito tra le due big company) è di 200 milioni di euro. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha predisposto la sanzione alla conclusione dell’istruttoria lo scorso 16 novembre. Ma che cosa è successo stavolta? Le due aziende sono state multate per questa ragione: hanno posto in essere un accordo restrittivo che non permetteva a tutti i rivenditori legittimi di prodotti Apple e Beats “genuini” di operare sul marketplace Amazon. A seguito dell’iniziativa messa in campo dall’Antitrust italiana anche le omologhe autorità di Germania e della Spagna hanno successivamente avviato analoghi procedimenti.

Amazon e Apple: comportamento discriminatorio

Secondo la nota diffusa dall’Antitrust, l’indagine ha accertato l’esistenza di alcune clausole contrattuali di un accordo stipulato il31 ottobre 2018. Secondo queste era fatto divieto ai rivenditori ufficiali e non ufficiali di prodotti Apple e Beats di utilizzare Amazon.it. Così facendo veniva permessa la vendita dei prodotti con i marchi Apple e Beats sul marketplace solo ad Amazon e a soggetti “selezionati” singolarmente e in modo arbitrario e soprattutto discriminatorio. Così da violare l’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Di qui la decisione di determinare le sanzioni con i seguenti ammontare: 68,7 milioni di euro alle società del gruppo guidato da Jeff Bezos e 134,5 milioni di euro per quelle del gruppo di Cupertino. Non solo: L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha intimato ad Amazon e Apple, pertanto, di porre fine alle restrizioni, aprendo l’accesso al sito Amazon.it ai rivenditori di prodotti Apple e Beats “genuini” senza restrizioni e discriminazioni di sorta.

Il commento di Codacons

Bene per il Codacons la sanzione inflitta dall’Antitrust ad Amazon e Apple per le illegittime restrizioni ai rivenditori sul marketplace Amazon.it. “Qualsiasi limitazione all’accesso di operatori sulle piattaforme di e-commerce rappresenta un danno per i consumatori, ed in tal senso riteniamo importante la sanzione elevata oggi dall’Antitrust – spiega il presidente Carlo Rienzi – Le restrizioni imposte ai venditori di prodotti Apple da un lato limitavano la scelta per gli acquirenti, dall’altro riducevano la possibilità di sconti e bloccavano la concorrenza tra operatori, contribuendo a mantenere elevati i prezzi dei prodotti al pubblico”.

“Considerato il crescente ricorso degli italiani all’e-commerce per i propri acquisti specie in campo di elettronica e hi-tech, non è più pensabile che sui siti di shopping online vi siano condizioni, limiti e clausole contrarie alla concorrenza, perché queste si traducono in un danno diretto per la categoria dei consumatori”, conclude Rienzi.

Il comunicato ufficiale dell’Agcom su Apple e Amazon

Le società Amazon ed Apple sono state sanzionate per aver posto in essere un accordo restrittivo che non permetteva a tutti i rivenditori legittimi di prodotti Apple e Beats “genuini” di operare sul marketplace amazon.it

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso, in data 16 novembre 2021, l’istruttoria avviata nei confronti delle società dei gruppi Apple Inc. e Amazon.com Inc. riguardante le restrizioni all’accesso nel marketplace Amazon.it da parte di rivenditori legittimi di prodotti a marchio Apple e Beats “genuini”.

L’istruttoria ha permesso di accertare che talune clausole contrattuali di un accordo stipulato in data 31 ottobre 2018 – che vietavano ai rivenditori ufficiali e non ufficiali di prodotti Apple e Beats di utilizzare Amazon.it, permettendo la vendita dei prodotti Apple e Beats in tale marketplace solo ad Amazon e a taluni soggetti scelti singolarmente e in modo discriminatorio – violano l’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Nell’istruttoria si è infatti appurata la volontà di introdurre una restrizione meramente quantitativa del numero di rivenditori, permettendo solo ad Amazon e a taluni soggetti, individuati in modo discriminatorio, di operare su Amazon.it. Le clausole dell’accordo hanno altresì limitato le vendite transfrontaliere, in quanto si è operata una discriminazione dei rivenditori su base geografica. Le restrizioni dell’accordo si sono riflesse sul livello degli sconti praticati dai soggetti terzi su Amazon.it, diminuendone l’entità.

La restrittività di tali condotte appare confermata dalla circostanza che Amazon.it rappresenta il luogo di commercio elettronico dove si realizza almeno il 70% degli acquisti di prodotti di elettronica di consumo in Italia, di cui almeno il 40% è rappresentato da rivenditori che utilizzano Amazon come piattaforma di intermediazione.

Appare quindi fondamentale che l’applicazione delle regole di concorrenza assicurino un level playing field per tutti i rivenditori che utilizzano i marketplace come luogo sempre più rilevante per lo svolgimento della propria attività commerciale, soprattutto nel contesto odierno, evitando la realizzazione di condotte discriminatorie che restringono la concorrenza.

In questa prospettiva, la decisione dell’Autorità riconosce, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, la necessità che i sistemi di distribuzione, al fine di essere compatibili con le regole sulla concorrenza, si basino su criteri di natura qualitativa, non discriminatori e applicati indistintamente a tutti i potenziali rivenditori.

L’Autorità è stata capofila in tale azione e, grazie al suo intervento e alla collaborazione prestata, le autorità nazionali di concorrenza della Germania e della Spagna hanno successivamente avviato analoghi procedimenti.

L’Autorità ha quindi irrogato una sanzione di 68,7 milioni di euro alle società del gruppo Amazon e una sanzione di 134,5 milioni di euro alle società del gruppo Apple e ha intimato a tali società di porre fine alle restrizioni, permettendo l’accesso ad Amazon.it ai rivenditori di prodotti Apple e Beats “genuini” in modo non discriminatorio.

La risposta ufficiale di Amazon

Riceviamo in redazione e pubblichiamo per intero la posizione ufficiale di Amazon in merito alle decisioni sanzionatorie dell’Agcm.

“Siamo in profondo disaccordo con la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e intendiamo fare ricorso. La sanzione comminata è sproporzionata e ingiustificata. Respingiamo le considerazioni dell’AGCM secondo cui Amazon tragga vantaggio dall’esclusione dei partner di vendita dallo store, poiché il nostro modello di business si basa sul loro successo. Grazie all’accordo con Apple, i clienti italiani possono trovare gli ultimi prodotti Apple e Beats sul nostro store, beneficiando di un catalogo più che raddoppiato, con offerte migliori e spedizioni più veloci”.

Amazon precisa anche una serie di dati fondamentali per inquadrare la questione. Sono i seguenti:

  1. Grazie all’accordo con Apple, il catalogo dei prodotti Apple è più che raddoppiato su Amazon.it, soprattutto con riferimento ai prodotti più iconici come iPhone, iPad e Apple Watch.
  2. Grazie all’accordo con Apple, la percentuale di prodotti Apple consegnati via fast-track (cioè con promessa di consegna tipicamente entro 2 giorni dall’ordine) è aumentata dal 25% nel 2018 al 74% nel 2020.
  3. A titolo esemplificativo, in occasione del Prime Day 2021, migliaia di clienti italiani hanno beneficiato di uno sconto di 200 euro (20%) ciascuno sull’iPhone 12 (128GB) che in quel momento aveva un prezzo di listino di 989 euro. [Se necessario: Come altro esempio, durante il Prime Day 2021, circa un migliaio di clienti italiani ha beneficiato di uno sconto di 70 euro (-15%) sull’Apple Watch Series 6 (GPS, 44 mm) scontato da un prezzo di listino di 469 euro in quel momento].
  4. Siamo lieti della decisione presa recentemente da Apple di aumentare il numero di rivenditori autorizzati Apple che possono vendere prodotti Apple e Beats su Amazon in tutta Europa, in quanto questo comporta una maggiore selezione di prodotti a disposizione dei nostri clienti.
  5. Questo accordo ha ampliato la selezione di prodotti a disposizione dei clienti Amazon. Amazon rappresenta meno dell’1% del mercato al dettaglio globale e ci sono rivenditori più grandi in tutti i Paesi in cui operiamo. Le aziende hanno più canali sia online che offline per vendere i loro prodotti Apple, così come i prodotti concorrenti. Amazon è solo una di queste opzioni a disposizione delle aziende. In particolare, in Italia ci sono grandi marketplace e catene di vendita al dettaglio di prodotti di elettronica di consumo, attive sia online che offline.
  6. Amazon e i partner di vendita sono complementari e insieme forniamo la vasta selezione, il valore e la convenienza che i nostri clienti amano. I partner di vendita rappresentano circa il 60% di tutte le vendite di prodotti fisici su Amazon. Tali vendite stanno crescendo più velocemente delle vendite al dettaglio Amazon e in media una vendita da parte di un venditore terzo è più profittevole per la nostra attività rispetto a una vendita al dettaglio registrata da Amazon.  Investiamo costantemente per sostenere la crescita delle 18.000 PMI italiane che scelgono di vendere su Amazon. Nel 2020, le PMI italiane hanno registrato vendite all’estero per oltre 600 milioni di euro, e più di 200 hanno superato 1 milione di euro di vendite per la prima volta nel 2020.

La risposta di Apple

Anche Apple ha pubblicato il suo punto di vista, che è il seguente:

Lavoriamo duramente per creare i migliori prodotti al mondo in grado di offrire una grande esperienza utente. Per garantire la sicurezza dei nostri clienti e l’integrità dei prodotti che acquistano, è importante che i clienti sappiano che stanno acquistando prodotti originali. I prodotti non originali offrono un’esperienza inferiore e possono spesso essere pericolosi. Per garantire che i nostri clienti acquistino prodotti originali, lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner rivenditori e abbiamo team dedicati di esperti in tutto il mondo che collaborano con le forze dell’ordine, le dogane e i distributori per garantire che vengano venduti solo prodotti Apple originali. Rispettiamo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ma crediamo di non aver fatto nulla di sbagliato e intendiamo fare ricorso.