AirPods Pro: tutti i nostri test in un mese di utilizzo intenso

Abbiamo utilizzato per un mese in modo continuativo gli AirPods Pro, le nuove cuffie wireless di Apple dotate di cancellazione attiva del rumore, SiP (System in Package) basato sul chip H1 e batteria che garantisce fino a 4,5 ore di ascolto con una sola carica.

Apri e indossa AirPods Pro: unboxing e prime impressioni d’uso

La confezione si presenta in pieno stile Apple e all’interno del pack, oltre ai 2 pods, sono presenti:

  • Il case con ricarica wireless, dotato di led bicolore ambra e verde per indicare il livello delle batterie
  • Cavo da Lightning a USB‑C (senza alimentatore)
  • Tre coppie di cuscinetti copriauricolari in silicone (taglia S, M, L)

Gli AirPods – come prima di loro le originali cuffiette bianche “con il filo” fornite nella confezione dei primi iPpod – hanno conquistato un’aura iconica in breve tempo.

Così come per la mela morsicata sul back di uno smartphone, per molti giovani la loro riconoscibilità li ha resi un vero e proprio status symbol, tanto che ormai sono molti quei produttori che ne stanno imitando il più possibile il form factor.

Rispetto ai due precedenti modelli, identici fra loro sul fronte estetico, i nuovi AirPods Pro sono più corti e vantano una griglia nera sul dorso, adibita a contenere il secondo microfono (quello adibito alla soppressione dei rumori ambientali).

Non ci sono grandi novità per quanto concerne il pairing (l’abbinamento) con il telefono, preciso e immediato anche nei modelli precedenti: è sufficiente avvicinare il proprio iPhone al case delle cuffie, aprire il coperchio e in pochi istanti il pairing è completato.

Non solo verso il proprio smartphone ma, in modo molto comodo, anche con tutti i device della mela morsicata su cui si è effettuato il log in con il proprio Apple ID. La stessa procedura, nelle occasioni successive, fornirà la visualizzazione del livello di carica delle batterie (con il dettaglio di ciascuna: AirPods sinistra, destra e case di ricarica).

Diverso il discorso per terminali non Apple, per i quali il pairing prevede la pressione del tasto di connessione posto sulla custodia di ricarica e il tradizionale ricorso al menu di configurazione del dispositivo da abbinare.

Appena indossati, un sensore di prossimità ne rileva l’inserimento nel cavo auricolare e accende (in modalità stand-by) l’auricolare. Al primo utilizzo è opportuno provare i vari cuscinetti copriauricolari per individuare quello più comodo per il proprio orecchio.

Come supporto nel fitting, è presente una funzione attivabile dal menu bluetooth dell’iPhone che, riproducendo una breve sequenza di suoni, è in grado di determinare se la calzata sia corretta o meno. In quest’ultimo caso, si riceve il suggerimento di provare a cambiare taglia e ripetere il test.

La qualità audio risulta buona e soddisfacente, ma non eccelsa. Si percepisce migliore di quella della precedente generazione, soprattutto nella resa dei bassi. Il volume massimo è discreto, non assordante, anche se talvolta si avverte distorsione oltre il 75% della barra.

Isolamento dal rumore: AirPods Pro alla prova del passante ferroviario

La principale differenza fra gli AirPods Pro e i modelli di precedente generazione riguarda l’isolamento acustico, ottenuto tramite la cancellazione attiva del rumore.

Grazie a questa tecnologia, sacrificando di circa un’ora l’autonomia di riproduzione/conversazione, gli AirPods Pro utilizzano due microfoni combinati a un software avanzato per un adattamento continuo ad ogni orecchio e auricolare.

Il primo microfono è rivolto verso l’esterno e rileva il suono esterno analizzando il rumore ambientale. Gli AirPods Pro producono quindi un suono equivalente opposto che cancella il rumore di fondo prima che raggiunga l’orecchio dell’ascoltatore. Un secondo microfono rivolto verso l’interno percepisce i suoni trasmessi verso l’orecchio, e gli AirPods Pro cancellano il rumore residuo rilevato dal microfono. La cancellazione del rumore adatta in modo continuo il segnale audio 200 volte al secondo.

Per evitare di venire tagliati fuori dal mondo, è possibile attivare la modalità “ambiente” che ripropone in cuffia i suoni esterni captati dal microfono. Questo offre una sicurezza maggiore in caso di attraversamento di una strada o, per esempio, permette di rispondere meglio alle eventuali domande di un passante.

Abbiamo messo gli AirPods a dura prova, precisamente sulla linea S4 del passante ferroviario direzione Milano centro, orario di punta. Attivando la modalità di cancellazione del rumore, da subito si ha l’impressione di isolarsi dal mondo. Le vibrazioni e i cigolii tipici del vagone spariscono, così come il brusio e le voci degli altri passeggeri. 

Ma alcuni suoni esterni restano: come il pianto di un neonato o la musica di un suonatore di violino, che risultano attenuati ma non soppressi. Solo alzando il volume della musica in riproduzione vengono esclusi completamente.

40 minuti di running: ergonomia e feeling nell’uso

La corsa permette di apprezzare particolarmente il nuovo design in-ear. Le precedenti generazioni, prive di cuscinetti copriauricolari in silicone, tendevano a scivolare via nelle sessioni di running. I nuovi AirPods Pro, grazie al silicone che li ricopre, difficilmente modificano la propria posizione e rendono la corsa confortevole.

Abbinandoli a Apple Watch poi, si ha la possibilità di ascoltare Spotify, tenere traccia delle proprie performance con Runkeeper ed essere raggiungibili al telefono lasciando comunque l’iPhone a casa. Passare da una canzone all’altra, mettere in pausa la riproduzione o rispondere a una chiamata è una semplice questione di tap (singolo, multiplo) così come già accadeva, del resto, con le cuffie dotate di filo.

Il weekend sulle piste: Hands-free experience

Abbiamo voluto testare gli AirPods Pro anche sulla neve, durante una sessione di sci intenso.

L’autonomia di 4 ore non permette di godere della riproduzione per l’intera giornata sulla neve, ma alternando una cuffia con l’altra (e riponendo quella non in uso nella custodia di ricarica) è possibile arrivare a un totale di 24 ore di riproduzione monoaurale continua.

Per la propria e altrui sicurezza sulle piste, occorre attivare la modalità di ascolto ambiente, che rende l’utilizzo “trasparente”, forzando la riproduzione dei rumori ambientale in cuffia. È possibile farlo dal centro di controllo del telefono o con una pressione prolungata del tasto sullo stelo, che permette di passare fra le 3 modalità di gestione della soppressione rumore. Il feedback aptico e un suono confermano l’attivazione delle diverse modalità.

Ma l’utilizzo sulle piste da sci mette in luce alcune difficoltà. Problematico comandare gli AirPods con i guanti in quanto risulta troppo piccola l’area sensibile alla pressione. Un’ottima soluzione a questo inconveniente è affidarsi a Siri, l’assistente vocale di Apple: basterà riporre il telefono in tasca per utilizzarlo così da interagire con le cuffie.

Anche rispondere a una chiamata, in questo specifico caso, può risultare difficoltoso. Infatti, è possibile effettuare una chiamata sfruttando l’assistente vocale, ma non rispondere a una chiamata in arrivo. Quindi, con l’arrivo di una telefonata, occorre togliere i guanti e recuperare il telefono dalla tasca.

Conclusioni

Interessante la funzione di soppressione del rumore di fondo e ottimo il miglioramento sul fronte dell’indossabilità, che viene incontro anche alle esigenze di chi sceglie di adoperare AirPods per fare sport.

Il prezzo è quello di un oggetto premium e l’esperienza d’uso lo conferma, così come la qualità audio. Può migliorare invece la gestione di alcune funzioni, su cui però l’azienda dovrà lavorare lato software.   

Simone Mocellin