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Un giorno di qualche settimana fa, in incipiente primavera, la tastiera del fidato Apple Macbook Pro 13″ (modello con Touch Bar) ha iniziato a fare le bizze. All’inizio solo lo shift sinistro causava problemi, poi progressivamente tutta la superficie sinistra mostrava comportamenti esagerati (lettere ripetute in abbondanza con una semplice pressione), per non parlare della barra spaziatrice che rapidamente si è trasformata in una spaziatura a ripetizione che manco volessimo giocare a Pac-man.

Progressivamente la digitazione è diventata poco confortevole anche nella zona destra della tastiera, a iniziare dallo shift. Dunque, abbiamo preso il toro per le corna e portato con grande baldanza il fedele e insostituibile Macbook Pro 13″ (anno 2018, 4 porte Thunderbolt) all’Apple Store presente all’interno del centro commerciale Fiordaliso per ottenere la riparazione. E qui inizia l’avventura, che ha permesso al portatile di girare mezza Europa.

L’appuntamento e la bella notizia

Vi raccontiamo delle vicissitudini del Macbook Pro 13″ per trasferirvi come funziona, nella nostra esperienza, il centro assistenza di Apple. Che, per essere approcciato, necessita di un appuntamento che si può fissare attraverso l’applicazione di Apple oppure dal sito https://getsupport.apple.com/?caller=grl&locale=it_IT. Nel nostro caso abbiamo atteso pazientemente la fine della centrifuga lavorativa e preso un appuntamento per il 6 agosto alle 17:25 presso il punto vendita Apple Fiordaliso. Si riceve una mail di conferma all’indirizzo registrato nell’ID Apple con i dettagli.

Arrivati presso lo Store gli addetti all’ingresso verificano l’appuntamento e si attendiamo una manciata di minuti che ci venga assegnato un tecnico. Siamo accomodati al Genius Bar, il tavolo in ciliegio posto in fondo allo store, quando si presenta un ragazzo sorridente, con mascherina e sistemi di protezione adeguati, con il quale in modo amichevole e pacifico instauriamo una conversazione sui problemi che affliggono il nostro Macbook Pro 13″. Piace molto il tono: non inquisitorio ma volto alla risoluzione più rapida ed efficiente del problema.

Così dopo un minuzioso racconto delle bizzarrie funzionali della tastiera, l’addetto ci comunica la più bella notizia possibile: Apple sta attuando una campagna di sostituzione gratuita delle tastiere considerate potenzialmente difettose. Il nostro modello rientra in questa operazione e, dunque, abbiamo diritto alla riparazione totale. Che consiste nel rimpiazzo totale della parte superiore interna del Macbook: tastiera, Touch Bar e semiscocca.

Il totale previsto per la riparazione è di oltre 400 euro ma l’addebito a cui andiamo incontro è decisamente inferiore: 0 euro per via del programma di richiamo di Apple.

C’è solo un piccolo “ma”: la riparazione non avverrà presso il punto vendita di Apple bensì è affidata, per questo modello di portatile, a un centro esterno.

Apple e il viaggio in Repubblica Ceca

Impacchettato il nostro Macbook Pro e firmato il protocollo di riparazione, ci congediamo dallo store. Il 10 agosto riceviamo una mail nel quale si dice che il notebook è in riparazione. Lo stesso messaggio è replicato anche via Sms sul cellulare, con tanto di identificativo di riparazione collegato al link che permette di verificare lo stato dell’operazione.

Il giorno 18 agosto riceviamo la mail che tanto attendavamo: la riparazione è stata completata. Dato che abbiamo scelto di ricevere il Macbook all’indirizzo di lavoro, Apple ci comunica il numero di tracciamento della spedizione tramite corriere DHL. E qui scopriamo la vera sorpresa.

Il Macbook ha viaggiato per mezza Europa, perché la riparazione è stata effettuata da Pegatron Czech, con sede nella zona industriale di Ostrava. Questo è il sito web dell’azienda: https://www.pegaservice.eu/cz/

Riassumendo: il Pro è passato da Milano ad Assago presso il centro commerciale Fiordaliso, per poi essere smistato e riparato in Repubblica Ceca e, infine, tornare nel giro di 24 ore al punto di origine a Milano. Il tutto nell’arco di otto giorni lavorativi complessivi.

Dulcis in fundo: tutto a carico di Apple. Ed è qui il vero valore aggiunto, oltre alla qualità eccellente della riparazione (la tastiera dalla quale vi scriviamo è un altro pianeta rispetto a quella originale). Il servizio della Mela morsicata si è dimostrato di altissimo profilo, soprattutto perché non ha gravato in alcun modo sulle finanze personali per un problema di cui l’azienda stessa di è fatta carico. La tastiera, in fondo, è la componente più utilizzata e strapazzata di un computer eppure, senza alcuna frizione, Apple ha preso in carico la riparazione.