Sono dodici i tipi di dati che non dovete condividere con il social network di Zuckerberg. Lo sostiene il quotidiano Indipendent in un articolo pubblicato online. Nel quale si menziona una dozzina di informazioni che sarebbe meglio tenere per sé, tra cui per esempio l’indirizzo di casa o gli spostamenti durante la giornata.

L’articolo è stato sviluppato sulla scia del caso Cambridge Analytica (ne abbiamo parlato in questo articolo) e mira a fare comprendere alle persone sia la quantità di dati personali che condividiamo online, sia l’impatto che questi possono avere se raccolti e analizzati.

Siete preoccupati per la vostra privacy? Ecco cosa eliminare subito dal vostro profilo

1. Compleanno

Il giorno in cui siete nati fa parte di un puzzle, insieme con indirizzo e nome e altri dati, che permette di identificarvi in modo univoco e accedere una serie di dati personali piuttosto privati (per esempio, il codice fiscale).

2. Numero di telefono

Siete stanchi di essere contattati da call center? Ebbene, allora è un controsenso avere il proprio numero di telefono personale sul profilo di Facebook aperto a chiunque vi acceda. Il caso peggiore è che qualcuno decida di fare da stalker.

3. Molti “amici”

Spiega l’Indipendent che sono circa 150 le relazioni stabili che un essere umano riesce a mantenere (dati teorizzati dal professore Robin Dunbar di Cambridge). Quando si hanno migliaia di contatti si sfoca, inevitabilmente, nella conoscenza superficiale o del tutto inesistente. Ebbene, il quotidiano consiglia di eliminare quei contatti che “disturbano”.

4. Fotografie di bambini

Chi vi scrive in questa sede è del tutto contrario sul pubblicare foto di minori (siano essi figli, parenti o semplici conoscenti). I bambini vanno tutelati da Facebook e dalla logica pleonastica e di affermazione derivante dai like. In più, non è dato sapere chi guarda e scarica queste foto. Fatevi sempre una domanda: “Quali informazioni i vostri figli vorrebbero vedere pubblicate se fossero già grandi?” Le foto rimangono nel tempo, per sempre, siete così certi di fare un favore a loro?

5. Dove e quando i figli vanno a scuola

Sulla scia del precedente spunto, anche in questo caso si tratta di proteggere minori dalla divulgazione di informazioni personali o sufficienti per generare fenomeni distorsivi come il bullismo. Nel Regno Unito i casi di offese e bullismo perpetrate a minori attraverso il Web sfruttando i profili dei genitori sono stati di oltre 32mila in un anno.

6. Bloccate il Gps

Disattivate i servizi di geolocalizzazione dello smartphone. Non è sano che Facebook sappia dove vi troviate minuto per minuto, né è consigliabile lo sappiano potenziali sconosciuti.

7. I vostri capi

Meglio evitare di condividere troppe informazioni personali con i vostri colleghi o superiori di lavoro. Potrebbero ritorcersi contro di voi, quando meno ve l’aspettate… In ogni caso, danno origine a ingerenze e potenziali tensioni indirette.

8. Evitate di dire dove vi trovate

Altra funzione super utilizzata di Facebook è quella che permette di pubblicare foto e posizione, con un’elevata precisione, del luogo in cui vi trovate. Dai questi dati è possibile arrivare a stabilire non solo il tragitto e le abitudini quotidiane, ma anche il vostro indirizzo di casa.

9. Chiuso per ferie

Un frase dell’Indipendent merita meditazione: “le assicurazioni del Regno Unito iniziano a non accettare coperture provenienti da chi pubblica sul profilo il tragitto delle vacanze”. Ecco, far sapere a tutti che siete chiusi per ferie potrebbe non essere una buona idea, nemmeno per quei curiosi che amano tracciare le vostre abitudini.

10. Stato civile

Quant’è bello celebrare le relazioni su Facebook. Bene, il consiglio della prestigiosa testata inglese è di non farlo. Da una parte per evitare l’effetto eco, soprattutto in caso di brutte notizie, dall’altro per non fare raccogliere dati personali.

11. Carta di credito

Qualsiasi cosa succeda, non è mai una buona idea pubblicare informazioni che permettano di risalire o accedere alle vostre finanze. Foto delle carte di credito o delle bollette incluse.

12. Carte d’imbarco

Forse pochi sanno che il codice a barre della carta d’imbarco sugli aerei contiene dati personali: compagnia aerea e dettagli sul vostro volo. E ancora, è possibile recuperare il numero del programma frequent flyer.

Conclusioni

Ancora una volta, attenzione a ciò che pubblicate, perché a volte anche le foto più innocue (il biglietto dell’aereo) possono avere risvolti sulla privacy. Certo, non tutti sono curiosi o hanno voglia di farsi i fatti vostri. Ma non è di questi che dovete preoccuparvi. Invece, a farvi alzare le antenne dovrebbe essere il ragionamento che rendere pubblici e liberamente accessibili una quantità di dati tale da offrire una finestra privilegiata sul vostro mondo.

La domanda è: vi va bene spalancare questa finestra?

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